Come fare un bonsai di baobab: 7 passi chiave
Indice
Introduzione
L’albero del baobab (genere Adansonia) è una leggenda vivente delle savane africane. Tronco panciuto, rami che sembrano radici in cielo, capacità straordinaria di immagazzinare acqua. Portarlo in scala ridotta è possibile, ma serve un approccio diverso da quello dei bonsai “classici” temperati. In questa guida, davvero pratica e discorsiva, ti accompagno passo per passo su come fare un bonsai di baobab: scelta del materiale (anche dai semi di baobab), esposizione, substrato e rinvaso, irrigazione, potatura del bonsai di baobab, svernamento e gestione dei problemi. I 7 passi chiave ti evitano gli errori che di solito fanno fallire i tentativi in climi mediterranei.
Se ti mancano le basi su cosa sia “bonsaizzare” (vaso basso, gestione delle radici, proporzioni), una lettura utile di contesto è Come fare un bonsai.
1) Conoscere l’albero del baobab (e perché è diverso dagli altri bonsai)
Un bonsai di baobab non si comporta come un olmo o un ginepro. È una succulenta legnosa: il tronco (caudice) accumula riserve d’acqua e zuccheri per superare stagioni secche e fresche. La sua biologia detta il calendario:
- Stagione calda e luminosa (tarda primavera–estate): crescita, emissione di foglie, allungamento dei rami.
- Stagione fresca (autunno–inverno): dorme. Spesso perde tutte le foglie e rimane nudo. Non è malato: è il suo modo di risparmiare energia.
Capire questo ritmo evita due errori letali: bagnare d’inverno come se fosse in crescita e pretendere ramificazione fine quando l’albero è in riposo.
2) Esposizione e microclima: luce piena, caldo vero, vento “giusto”
L’albero di baobab ha origine tropicale che in parole povere significa amore per calore e luce. In Italia, la ricetta è:
- Da maggio a settembre (anche prima e dopo al Centro–Sud): pieno sole o luce fortissima per molte ore. L’aria che circola aiuta a tenere asciutte foglie e colletto.
- Primavera precoce: scatta l’esposizione piena solo dopo che non ci sono più rischi di freddo notturno prolungato.
- Autunno–inverno: al Nord e nelle zone interne fredde serve un luogo asciutto, molto luminoso e caldo (serra fredda asciutta non gelida, veranda luminosa o indoor vicino a finestra sud/ovest). Temperatura target >12–14 °C.
Un bonsai di baobab sofferente di luce te lo dice subito: foglie larghe, internodi lunghi, tronco che non “gonfia”. Se coltivi su balcone con sole “spinto”, in estate controlla solo che il vaso non surriscaldi eccessivamente: meglio terracotta chiara o smaltato chiaro.
3) Substrato e rinvaso: il terriccio che salva la vita al bonsai di baobab
Il substrato per un bonsai di baobab deve essere molto drenante, stabile e arioso. Funzionano bene miscele inerti:
- Pomice 60% + Akadama 40% (granulo 3–6 mm) per climi caldi/ventosi.
- Pomice 50% + Akadama 30% + Lapillo 20% per massimizzare drenaggio e stabilità.
- Aggiunta opzionale di 5–10% di sabbia grossa per aumentare inerzia termica e scolo.
Evita torbe e compost fini: trattengono troppa acqua. Il vaso? Basso e ampio, con fori grandi e rete, per allargare il cuscino radicale e sostenere l’allargamento del caudice (l’effetto “panciuto” che cerchi).
Rinvaso bonsai di baobab: ogni 2–3 anni, solo quando il pane è colonizzato. Periodo ideale: tarda primavera all’inizio della spinta vegetativa. Dopo il rinvaso, 7–10 giorni di luce filtrata e poi pieno sole.
Per dettagli operativi sull’assemblaggio dei mix drenanti e su come setacciarli, trovi istruzioni utili in Terriccio per bonsai: 5 soluzioni pronte all’uso.
4) Irrigazione: come bagnare (tanto) in estate e (quasi) niente in inverno
Con l’albero del baobab la regola non è “poco sempre”, ma tanto quando serve e quasi nulla quando dorme.
- Fase attiva (caldo e luce): bagna a fondo quando i primi cm di substrato sono asciutti. In giornate torride può servire anche ogni 1–2 giorni; usa la “doppia passata” per idratare fino in fondo.
- Fase di riposo (fresco e giorni corti): riduci drasticamente. Se è spoglio, irriga raramene (anche ogni 3–4 settimane o più), giusto per evitare che il pane diventi una pietra.
- Transizione autunno–primavera: dirada gradualmente le bagnature seguendo le foglie (meno foglie = meno evaporazione).
5) Come fare un bonsai di baobab dai semi di baobab
Molti iniziano proprio dai semi di baobab. È un percorso più lungo, ma educativo e spesso più soddisfacente.
Preparazione dei semi
I semi di baobab hanno un tegumento duro. Per migliorarne la germinazione:
- Scarificazione leggera (carta vetrata fine sul tegumento) + ammollo in acqua tiepida 24 ore;
- oppure ammollo in acqua calda (non bollente) rinnovata 2–3 volte nelle 24 ore.
Semina
Usa vasetti alti con mix molto drenante (pomice fine + poca akadama). Semina a 1–2 cm di profondità, temperatura 22–28 °C, luce abbondante ma non solare diretta nei primi giorni. Mantieni umido, non zuppo. Le piantine spunteranno in 1–8 settimane (la variabilità è normale).
Fase baby
Quando la plantula ha alcune foglie vere, trapianta con delicatezza in un vaso leggermente più ampio con la miscela definitiva (inerti). Dalla seconda stagione, inizia piegature dolci e potature apicali per impostare tronco e rami primari. Il caudice si modella con cicli di crescita libera (per ingrassare) seguiti da potature.
Quanto ci vuole per “sembrare” un bonsai?

Con caldo, luce, nutrienti moderati e vasatura corretta, in 2–3 stagioni ottieni già un alberello credibile. La ramificazione fine richiede costanza, ma il “carattere” del baobab (tronco panciuto) arriva presto se non lo freni troppo.
6) Potatura del bonsai di baobab: formazione, mantenimento e cicatrici
La potatura del bonsai di baobab ha tre obiettivi: mantenere proporzioni, stimolare la ramificazione e “mettere in scena” il caudice.
- Formazione (tarda primavera–estate): scegli la linea del tronco, imposta rami primari bassi e ben distanziati. Taglia i rami che crescono verso l’interno o si incrociano.
- Mantenimento (estate): quando i getti superano la sagoma, accorcia sopra una foglia orientata nella direzione desiderata. Il baobab risponde bene con nuovi getti laterali.
- Cicatrici: il tessuto del baobab è acquoso; usa strumenti affilati e mastice sui tagli più grossi. Tagli drasticamente in periodi di piena attività, quando la cicatrizzazione è più rapida.
La filatura è utile solo su rami giovani e teneri; controlla spesso, perché il tessuto può segnarsi. Più che piegare, col baobab conviene selezionare e potare per ottenere un disegno pulito, con palchi ariosi che non coprano il tronco.
Per la logica generale formazione/mantenimento e le tempistiche per altre essenze (utile per confronto), puoi ripassare i principi in Potatura del bonsai.
Accessori utili per il bonsai di baobab
Per mantenere sano un bonsai di baobab servono tagli puliti, substrato drenante e irrigazioni complete.
- semi di baobab
- Kit attrezzi per bonsai – ideali per la cura e la potatura del bonsai di olmo cinese fra i rami fitti.
- Akadama (granulometria 2–5 mm) – il terriccio giusto per un bonsai in vaso basso.
- Reti di drenaggio – essenziali per il rinvaso.
- Fili di ancoraggio
- Concime organico a lenta cessione – nutrizione regolare senza ingrossare troppo le foglie.
- Lampada LED per piante – utile se il balcone è ombroso
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7) Nutrizione, salute e svernamento: la routine che funziona
Concime
Substrato povero = nutrizione lieve ma regolare nella fase attiva. Preferisci organico a lenta cessione in dosi contenute o liquido leggero ogni 15–20 giorni da fine primavera a fine estate. In autunno riduci, in inverno sospendi.
Parassiti
Con aria ferma e poca luce possono comparire cocciniglia e afidi sui getti teneri. Aumenta l’aerazione, lava la chioma, rimuovi manualmente; tratta solo se necessario.
Svernamento
Al Nord: ambiente asciutto, luminoso, non gelido; bagnature rare; zero potature. Al Centro–Sud: spesso basta un angolo riparato; l’importante è evitare zolla fradicia col freddo.
Segnali da leggere
- Caudice flaccido: probabilmente hai bagnato troppo freddo o troppo poco in estate; verifica radici e routine.
- Crescita stentata estiva: luce insufficiente o vaso troppo freddo/umido; sposta in pieno sole, controlla drenaggio.
Come fare un bonsai di baobab: i 7 passi in pratica (mini-roadmap)
- Scegli il materiale: pianta già avviata o semi di baobab; se parti da seme, scarifica e semina in inerte, caldo e molta luce.
- Dai luce e caldo: pieno sole in stagione, ambiente asciutto e luminoso in inverno.
- Prepara il mix: inerti drenanti (pomice/akadama/lapillo). Vaso basso e largo con rete e fili.
- Imposta il tronco: potature di formazione in estate, palchi ariosi, rami primari ben “leggibili”.
- Irriga bene: d’estate bagnature piene quando serve; d’inverno quasi nulla su pianta nuda.
- Rinvasa quando è ora: tarda primavera, ogni 2–3 anni; lavori puliti e ancoraggio solido.
- Sverna asciutto: niente ansia da acqua in riposo; a marzo-aprile riprendi gradualmente luce piena, acqua e nutrizione.
Conclusione
Fare un bonsai di baobab significa rispettare la sua natura: caldo e luce per crescere, riposo secco quando i giorni si accorciano, substrato inerte e drenante per non soffocare radici pensate per la savana. Con cicli di crescita libera e potatura del bonsai di baobab mirata, il caudice prende forma, la silhouette restando pulita e credibile. La chiave non è “fare tanto”, ma fare le poche cose giuste al momento giusto: acqua profonda solo in estate, rinvasi in tarda primavera, tagli netti nella piena attività, inverno asciutto e luminoso. Seguendo questi 7 passi, il tuo baobab in miniatura non sarà una curiosità esotica, ma un bonsai con carattere.
Domande frequenti
Come fare un bonsai di baobab partendo dai semi di baobab?
Scarifica leggermente i semi di baobab (carta vetrata fine) e falli stare in ammollo tiepido 24 ore. Semina in vasetti alti con mix molto drenante (pomice fine + un po’ di akadama), 22–28 °C e tanta luce diffusa. Mantieni umido ma non zuppo. Quando la piantina ha 4–6 foglie vere, trapianta in un vaso più largo con inerti (pomice/akadama/lapillo) e inizia piccole potature apicali per impostare come fare un bonsai di baobab con tronco panciuto e rami bassi.
Qual è la potatura del bonsai di baobab più efficace?
La potatura del bonsai di baobab si fa in fase attiva (tarda primavera–estate). Imposta i rami primari, elimina incrociati e rami verso l’interno, accorcia i getti che superano la sagoma tagliando sopra una foglia ben orientata. Usa strumenti affilati e mastice sui tagli grossi: l’albero del baobab ha tessuti acquosi che cicatrizzano meglio con caldo e luce. Evita potature drastiche in autunno-inverno, quando la pianta è in riposo.
Quanta acqua dare a un bonsai di baobab in estate e in inverno?
In estate, con caldo e sole, irriga a fondo quando il substrato è quasi asciutto in superficie (anche ogni 1–2 giorni nei picchi). In inverno il bonsai di baobab entra in riposo: se è spoglio, bagna raramente (anche ogni 3–4 settimane) solo per evitare che la zolla diventi una pietra. Il caudice deve restare sodo: se è molle, rivedi drenaggio e routine d’acqua.

