Bonsai di tasso per principianti: come iniziare e cosa evitare
Indice
Introduzione
Il bonsai di tasso è una delle specie più amate da chi ricerca un albero dall’aspetto antico, solido, capace di vivere decenni e di sopportare potature drastiche senza perdere vigore. Nonostante la sua fama di pianta “da esperti”, in realtà il tasso europeo (Taxus baccata) e il tasso giapponese (Taxus cuspidata) possono essere gestiti con successo anche da chi è all’inizio, purché si rispettino alcune regole fondamentali legate a terriccio, luce, irrigazione e tecniche di modellatura.
In questa guida approfondita ti spiego come coltivare un bonsai di tasso, come potarlo, quali terricci usare, come farlo infittire davvero e come scegliere tra specie europee o giapponesi.
Differenze tra bonsai di tasso europeo e bonsai di tasso giapponese
Uno dei primi dubbi riguarda quale specie sia più adatta: tasso europeo o tasso giapponese?
Tasso europeo (Taxus baccata)
- Crescita piuttosto lenta.
- Aghi più scuri e più morbidi.
- Notevole elasticità del legno → ottimo per lavori di jin e shari.
- Aspetto più antico e naturale.
- Alta tolleranza al freddo.
Tasso giapponese (Taxus cuspidata)
- Crescita più rapida rispetto all’europeo.
- Aghi leggermente più lunghi e più chiari.
- Aspetto molto ordinato, ideale per forme più “pulite”.
- Ottimo per stili verticali formali e informali.
Per un principiante, entrambi vanno benissimo, ma il tasso giapponese è leggermente più facile da gestire, mentre l’europeo è preferito da chi desidera un bonsai scenico e dall’aspetto molto “antico”.
Coltivazione del bonsai di tasso: posizione, irrigazione e concimazione
Posizione ideale
Il tasso è una conifera ombreggiante nella sua forma naturale, ma nei bonsai dà il meglio se posizionato in mezz’ombra luminosa.
Preferisce evitare il sole forte delle ore centrali estive, che può bruciare gli aghi giovani.
Posizione ideale per un principiante:
- Mezz’ombra al mattino o al tardo pomeriggio.
- Sole delle prime ore del mattino.
- Riparo dal vento caldo estivo.
Durante l’inverno, entrambi gli esemplari (europeo e giapponese) sopportano il gelo anche intenso, ma i bonsai in vaso vanno protetti le radici, magari interrando il vaso o ponendolo in posizione riparata.
Irrigazione del bonsai di tasso
Il tasso vuole un’umidità costante ma non eccessiva.
Regola chiave: mai far seccare completamente il pane radicale.
- In primavera → irrigazioni regolari.
- In estate → bagnare quando il primo strato di terriccio inizia a perdere umidità.
- In inverno → ridurre molto.
Se il tasso ingiallisce ai margini, spesso il problema non è la carenza d’acqua, ma il terriccio troppo compatto (vedi paragrafo dedicato più avanti).
Concimazione

Il bonsai di tasso risponde benissimo ai concimi organici: pellet di origine naturale e formulazioni a lenta cessione.
Da aprile a giugno: concime bilanciato NPK.
Da settembre a ottobre: concime ricco in potassio per migliorare lignificazione e infittimento degli aghi.
Evitare concimi troppo azotati in estate, perché possono generare getti deboli e lunghi, difficili da compattare.
Terriccio per bonsai di tasso: come scegliere la miscela perfetta
Il terriccio per bonsai di tasso è un elemento fondamentale: questa specie ama substrati molto drenanti, ma con una buona capacità di ritenzione idrica.
La miscela ideale è generalmente composta da:
- 60% akadama granulometria media
- 30% pomice
- 10% kiryu o lapillo
Se vivi in zone molto calde, puoi aumentare l’akadama al 70%.
Il rinvaso si effettua solitamente ogni 2–3 anni, preferibilmente a inizio primavera, prima della ripresa vegetativa.
Per alberi molto maturi, anche ogni 4 anni può essere sufficiente.
Accessori utili per il bonsai di tasso
Per mantenere sano un bonsai di tasso servono tagli puliti, substrato drenante e irrigazioni complete.
- Kit attrezzi per bonsai – ideali per la cura e la potatura del bonsai di olmo cinese fra i rami fitti.
- Akadama (granulometria 2–5 mm) – il terriccio giusto per un bonsai in vaso basso.
- Reti di drenaggio – essenziali per il rinvaso.
- Fili di ancoraggio
- Concime organico a lenta cessione – nutrizione regolare senza ingrossare troppo le foglie.
- Lampada LED per piante – utile se il balcone è ombroso
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Potatura del bonsai di tasso: formazione e mantenimento
Il tasso è una delle conifere più tolleranti alla potatura, perfino drastica. Questo lo rende perfetto per chi desidera modellare forme anche complesse.
Potatura di formazione
Si esegue in primavera, quando è semplice vedere i nuovi getti.
Consiste nel:
- accorciare rami lunghi per definire la struttura;
- eliminare rami interni troppo ombreggiati;
- correggere la direzione dei rami grossi prima della lignificazione.
Se vuoi uno stile molto giapponese, puoi anche intervenire con jin e shari, cosa per cui il tasso è particolarmente predisposto.
(Sul tema puoi ispirarti a quanto detto nell’articolo “More senza spine: caratteristiche e coltivazione” quando parliamo di rami vecchi: non è lo stesso argomento, ma la logica del legno antico è simile.)
Potatura di mantenimento
Da maggio a luglio, si accorciano i germogli nuovi lasciando 2–3 coppie di aghi.
Questo mantiene:
- una silhouette compatta,
- rami più proporzionati,
- aghi più ravvicinati.
Non temere di potare i germogli morbidi: il tasso reagisce vigorosamente, soprattutto se concimato correttamente a primavera.
Filatura del bonsai di tasso: come modellare rami e tronco
La filatura è semplice perché il tasso ha rami molto flessibili.
Si può procedere tutto l’anno, evitando solo il periodo caldo estremo.
Consigli per principianti:
- usa filo di alluminio anodizzato (facile da modellare);
- controlla ogni 3–4 settimane, perché gli aghi possono segnare la corteccia;
- non piegare troppo vicino alla base del ramo.
Se vuoi creare un bonsai particolarmente scenico, puoi inserire sezioni di shari lungo il tronco.
La corteccia del tasso si presta a lavori artistici, molto simili a quelli che si usano nei vecchi ginepri.
Come far infittire il bonsai di tasso
Il vero segreto del tasso bonsai non è far crescere i rami… ma accorciarli bene e spesso.
Questa conifera tende a produrre germogli lunghi, che vanno controllati se si vuole ottenere “nuvole” dense e compatte.
Tecniche per infittire il bonsai di tasso
- Potare i germogli teneri tra maggio e inizio luglio.
- Evitare concimi azotati in eccesso, che allungano troppo gli aghi.
- Garantire una buona esposizione luminosa senza sole bruciante.
- Filare i rami più leggeri verso l’alto per stimolare nuovi germogli.
- Rinvasare ogni 2–3 anni per mantenere radici giovani e attive.
Se il tasso non si infittisce, spesso il problema è un terriccio troppo compattato o una chioma lasciata crescere senza potature intermedie.
Stili consigliati per un bonsai di tasso (anche per principianti)
Il tasso si presta a moltissimi stili giapponesi grazie alla sua elasticità e alla sua capacità di creare masse verdi molto regolari. Gli stili più facili sono:
Moyogi (verticale informale)
Il più naturale, perfetto per tassi europei nodosi e con tronchi irregolari.
Chokkan (verticale formale)
Più adatto ai tassi giapponesi, che crescono dritti e compatti.
Shakan (inclinato)
Molto scenico, permette di valorizzare il legno secco.
Han-kengai (semi-cascata)
Da provare solo dopo un po’ di esperienza, ma il tasso lo supporta molto bene.
Parassiti e problemi del bonsai di tasso
Il tasso è una conifera robusta, ma può avere problemi legati a:
- cocciniglia cotonosa
- ragnetto rosso (soprattutto in estati torride)
- funghi radicali causati da ristagno idrico
Nonostante ciò, è una delle specie più longeve e recuperabili: anche esemplari “malconci” possono rinascere con una buona potatura e un rinvaso adeguato.
Conclusione
Il bonsai di tasso, sia europeo sia giapponese, è una delle specie più affascinanti che un principiante possa coltivare. Richiede pazienza — la crescita è lenta — ma ripaga con una straordinaria capacità di forma, recupero e modellatura artistica. Con un terriccio adeguato, potature regolari e una buona esposizione luminosa, questo piccolo albero può trasformarsi in un pezzo unico, dall’aspetto secolare.
Se vuoi un bonsai che sembri antico già dopo pochi anni, resistente e modellabile, il tasso è davvero la scelta perfetta.
Domande frequenti
Qual è la differenza pratica tra bonsai di tasso europeo e bonsai di tasso giapponese per chi inizia?
Il bonsai di tasso europeo ha aghi più scuri e cresce più lentamente, risultando ideale per chi cerca un aspetto antico e naturale. Il bonsai di tasso giapponese, invece, cresce più rapidamente e ha aghi leggermente più lunghi, perfetti per stili ordinati come il verticale formale. Per un principiante, il giapponese è leggermente più semplice da modellare, mentre l’europeo premia chi vuole esercitarsi con jin, shari e forme molto sceniche.
Come far infittire il bonsai di tasso senza favorire getti troppo lunghi?
Per far infittire il bonsai di tasso bisogna combinare correttamente potatura dei germogli teneri, esposizione luminosa adeguata e concimazioni leggere. Il trucco è accorciare i germogli giovani lasciando due o tre coppie di aghi: così il tasso reagisce emettendo più ramificazioni laterali. Anche evitare concimi troppo ricchi di azoto è importante, perché altrimenti la pianta produce getti lunghi e poco compatti.
Qual è il terriccio migliore per un bonsai di tasso europeo o giapponese?
Il terriccio per bonsai di tasso deve essere estremamente drenante, perché il tasso, sia europeo sia giapponese, soffre molto i ristagni idrici. Una miscela ideale contiene akadama al 60–70%, pomice al 20–30% e una parte minore di kiryu o lapillo. Questo assicura ossigenazione radicale e consente alla pianta di sviluppare un apparato radicale sano, requisito fondamentale per ottenere chiome compatte e vigorose.
Come si effettua correttamente la potatura del bonsai di tasso senza indebolire la pianta?
La potatura del bonsai di tasso va gestita in due fasi: una potatura di struttura, che si esegue a inizio primavera sui rami lignificati, e una potatura di mantenimento che si effettua tra maggio e luglio sui germogli morbidi. Per evitare stress e indebolimento, è fondamentale lasciare sempre una buona quantità di aghi attivi e non potare eccessivamente i rami interni più vecchi. Una potatura equilibrata stimola l’infittimento naturale del tasso, evitando crescita disordinata.

