Pianta di dragoncello: 10 trucchi per coltivarla bene
Indice
Introduzione
La pianta di dragoncello (tarragon), nota anche come artemisia dracunculus, è una di quelle aromatiche che, quando riesce bene, cambia davvero il modo di cucinare: profumo elegante, gusto leggermente anisato, perfetto per salse, uova, carni bianche e piatti “fini” senza dover esagerare con spezie forti. Eppure, rispetto a basilico o prezzemolo, il dragoncello viene coltivato meno spesso perché sembra “capriccioso”: a qualcuno non nasce dai semi, a qualcuno cresce ma profuma poco, a qualcuno si secca in vaso o non supera l’inverno.
La verità è che la coltivazione del dragoncello è semplice se rispetti due o tre regole chiave: scegliere il tipo giusto (francese o russo), partire con un metodo di propagazione adatto (semi o talee/divisione), usare un terriccio drenante e non eccedere con l’acqua. In questa guida trovi 10 trucchi pratici per farlo crescere bene, con indicazioni concrete su dragoncello in vaso, semi di dragoncello, irrigazione, terriccio ideale, raccolta e conservazione. Vedremo anche la differenza tra dragoncello francese e russo, come riconoscerli e quale conviene coltivare a seconda dell’uso che vuoi farne.
1) Pianta di dragoncello: scegli tra dragoncello francese e russo
Il primo trucco per non sbagliare è capire che “dragoncello” non è sempre lo stesso. Esistono due tipi principali coltivati:
- Dragoncello francese (Artemisia dracunculus var. sativa): è quello più aromatico, il vero “dragoncello da cucina” per eccellenza. Profumo intenso e fine. Il punto importante: di solito non produce semi fertili, quindi spesso non lo ottieni da seme in modo affidabile. Si moltiplica soprattutto per talea o divisione del cespo. È il tipo che più spesso viene associato alla denominazione artemisia dracunculus in ambito culinario.
- Dragoncello russo (Artemisia dracunculoides / forme affini): è più rustico e facile da far partire da seme, cresce forte e resiste meglio al freddo. Però, in genere, è meno aromatico (gusto più “erbaceo”, meno raffinato).
Se vuoi il dragoncello per cucina “seria” (salsa bernese, aromatizzare aceti, uova, pesce), il francese è quasi sempre la scelta migliore. Se invece vuoi una pianta resistente e facile, e ti accontenti di un aroma più leggero, il russo può andare bene.
Un segnale pratico: se compri bustine di semi di dragoncello, quasi sempre si tratta di dragoncello russo (o comunque non del vero francese), proprio perché il francese raramente si riproduce bene da seme.
2) Coltivazione del dragoncello: esposizione ideale e clima
Per una buona coltivazione del dragoncello, la luce è fondamentale. Il dragoncello ama posizioni luminose e soleggiate, ma nelle zone molto calde può apprezzare un po’ di sole “dolce” (mattino) e mezz’ombra nelle ore più torride. In generale:
- Sole pieno: pianta più compatta e aromatica, ma attenzione al caldo estremo in vaso (terrìccio che si secca rapidamente).
- Mezz’ombra luminosa: utile in estati roventi o su balconi dove il vaso si surriscalda troppo.
Il dragoncello non ama ambienti troppo umidi e chiusi: una posizione arieggiata riduce problemi di marciumi e mantiene la pianta più sana. Se lo coltivi in balcone, scegli un punto dove prenda luce e dove l’aria circoli bene.
Sul clima: il russo è più resistente al freddo, il francese è un po’ più delicato. In inverno, soprattutto al Nord, una protezione del vaso o una pacciamatura leggera può fare la differenza.
3) Dragoncello in vaso: il contenitore giusto fa metà lavoro

Il dragoncello in vaso è perfetto, ma serve un contenitore adatto. L’errore più comune è coltivarlo in vasi piccoli con terriccio che si compatta: il dragoncello ha bisogno di un apparato radicale che respiri, e soffre se l’acqua ristagna.
Indicazioni pratiche:
- vaso con fori di drenaggio veri (non pochi buchini minuscoli)
- diametro consigliato: almeno 20–25 cm per una pianta singola, meglio 30 cm se vuoi una pianta più stabile nel tempo
- sottovaso sì, ma mai con acqua ferma per ore e ore: svuotalo dopo l’irrigazione se resta pieno
In vaso, il terriccio si asciuga più velocemente in estate e si raffredda più in fretta in inverno. Per questo è importante un substrato ben bilanciato (drenante ma non “sabbia pura”) e una gestione dell’acqua regolare ma senza eccessi.
4) Terriccio ideale per pianta di dragoncello: drenante, leggero, non “pantano”
Il terriccio è un punto chiave: il dragoncello non è un’amante dei ristagni. Il terreno ideale è leggero e drenante, con una buona componente minerale che faccia scorrere l’acqua.
In pratica, se usi un terriccio universale molto torboso e pesante, rischi:
- substrato sempre umido
- radici asfittiche
- crescita lenta e foglie che ingialliscono o si “afflosciano”
Per migliorare:
- scegli un terriccio per aromatiche, oppure alleggerisci l’universale con materiale drenante (perlite/pomice/sabbia grossolana)
- evita compattazioni: dopo mesi in vaso, il terriccio “collassa” e drena meno. Ogni tanto smuovere leggermente la superficie aiuta, senza danneggiare le radici.
In piena terra, il dragoncello cresce bene in suoli ben drenati e non troppo ricchi. Un eccesso di fertilità spesso produce molto verde ma meno aroma.
5) Semi di dragoncello: come seminare e perché a volte “non nasce”
Parliamo di semi di dragoncello, perché qui nasce la frustrazione di molti. Se semini dragoncello e non germina, spesso non è colpa tua: come detto, molte sementi in commercio sono del tipo russo (più facile) ma possono comunque avere germinazione lenta o irregolare. Il dragoncello più aromatico, legato all’idea di artemisia dracunculus, raramente viene riprodotto con successo da seme.
Consigli concreti per la semina:
- semina in primavera, quando le temperature sono miti
- non interrare troppo: i semi sono piccoli, basta una copertura sottilissima
- mantieni il substrato umido ma non zuppo (il marciume è dietro l’angolo)
- luce: una buona luminosità aiuta
Se vuoi velocizzare:
- usa un vassoio o vasetto con substrato fine e drenante
- nebulizza invece di “innaffiare a secchiate”
- copri leggermente con pellicola forata o mini-serra finché germina, ma arieggia ogni giorno per evitare muffe
Ricorda: se il tuo obiettivo è avere un dragoncello molto aromatico (francese), spesso la strada del seme non è la più affidabile. In quel caso, meglio partire da piantina già pronta o da talea/divisione.
6) Coltivazione del dragoncello da talee o divisione: metodo più sicuro
Se vuoi una pianta “giusta” e aromatica, la propagazione vegetativa è spesso la migliore. La coltivazione del dragoncello tramite talee o divisione del cespo è più prevedibile e ti garantisce di mantenere le caratteristiche della pianta madre.
Divisione del cespo
È il metodo più semplice se hai già una pianta adulta:
- si fa in primavera o inizio autunno con clima mite (qui approfondimento sulle talee primaverili)
- si estrae la pianta e si divide in 2–3 parti con radici e germogli
- si ripianta in terriccio nuovo e drenante
Talee
Le talee funzionano bene soprattutto con piante vigorose:
- scegli un rametto sano, non troppo legnoso
- taglia con forbici pulite
- metti in substrato leggero e umido, in luce ma non sole diretto
- mantieni umidità costante senza ristagno finché radica
In generale, se trovi in vivaio “dragoncello francese”, quasi sempre è stato ottenuto per talea o divisione. Se vuoi un aroma top, è una scorciatoia intelligente.
7) Irrigazione del dragoncello: quanta acqua serve davvero
L’irrigazione è il punto che fa “morire” più dragoncelli di quanti ne salvi. La regola d’oro: il dragoncello preferisce leggero secco tra un’annaffiatura e l’altra, non terreno sempre bagnato.
Per il dragoncello in vaso:
- controlla con un dito: se i primi 2–3 cm sono asciutti, puoi bagnare
- se sotto è ancora fresco/umido, aspetta
- bagna bene, poi lascia drenare completamente
In piena terra:
- una pianta avviata regge bene qualche periodo asciutto
- nei periodi molto caldi, un supporto ogni tanto aiuta, ma senza creare palude
Segnali utili:
- foglie “molli” con terreno umido = spesso troppa acqua
- foglie che si seccano ai bordi con terreno secco = sete o caldo eccessivo
- crescita lenta e giallastra in vaso = terriccio compattato o ristagno
Prodotti utili per coltivare il dragoncello
Per avere una pianta di dragoncello (artemisia dracunculus) sana e aromatica servono soprattutto un vaso drenante, un substrato leggero e strumenti per una raccolta dragoncello pulita. Questi prodotti sono utili anche se coltivi dragoncello in vaso o vuoi partire da semi di dragoncello.
- Pianta di dragoncello
- Semi di dragoncello – la strada piu economica ma la piu difficile.
- Terriccio per piante aromatiche – più leggero e adatto alla coltivazione del dragoncello rispetto a un universale compatto.
- Perlite (o pomice) per drenaggio – migliora aerazione e riduce il rischio di ristagni, soprattutto in vaso.
- Forbici da raccolta per aromatiche – tagli puliti che stimolano ricaccio e aroma nella raccolta dragoncello.
- Barattoli ermetici per erbe essiccate – utili per conservare il dragoncello essiccato al riparo da luce e umidità.
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8) Raccolta dragoncello: quando tagliare per avere più aroma e ricacci
La raccolta dragoncello fatta bene aumenta sia la produzione sia la qualità. Il dragoncello risponde bene ai tagli: più lo “raccogli” con criterio, più stimoli nuovi getti e mantieni la pianta giovane.
Regole pratiche:
- raccogli i rametti più teneri, evitando di “spogliare” completamente una zona
- meglio tagli regolari e moderati che un taglio drastico raro
- in stagione calda, il taglio stimola ricaccio, ma non esagerare se la pianta è stressata dal caldo
Momento migliore:
- in genere al mattino, quando la pianta è asciutta e gli aromi sono ben concentrati
- prima della fioritura (se fiorisce), spesso l’aroma è più intenso
Se vuoi una pianta sempre produttiva, considera la raccolta come una potatura leggera: tagli, la pianta si infoltisce.
9) Essiccazione e conservazione: come non perdere il profumo
Il dragoncello si può conservare in vari modi, ma non tutti rendono lo stesso. L’essiccazione è pratica, però parte dell’aroma può attenuarsi. Se vuoi conservare al meglio, spesso funziona bene anche la conservazione in aceto o il congelamento (a seconda dell’uso culinario).
Essiccazione
- raccogli rametti sani e asciutti
- essicca all’ombra in luogo ventilato (non al sole diretto)
- quando le foglie sono friabili, sgranale e conserva in barattolo ermetico al buio
Conservazione alternativa (molto usata)
- in aceto: perfetto per aromatizzare e mantenere profumo
- congelamento: trita e congela in piccoli cubetti (con acqua o olio) se lo usi in cucina frequentemente
Un consiglio pratico: se essicchi, evita di polverizzare subito. Conserva le foglie più intere e sbriciola al momento: l’aroma dura di più.
10) Proprietà e usi della pianta di dragoncello
Le proprietà del dragoncello sono legate soprattutto al suo profilo aromatico: è un’erba che in cucina “fa tanto” con poco. Tradizionalmente viene usato per il gusto e per la sensazione digestiva che molte aromatiche conferiscono nei piatti. È molto amato nella cucina francese e in preparazioni dove non vuoi coprire i sapori, ma completarli. Il fatto che appartenga alla specie artemisia dracunculus spiega anche la parentela con altre Artemisie dal profilo aromatico caratteristico.
Usi tipici:
- salse e condimenti (classico con uova e senape)
- aromatizzare aceti
- carni bianche e pesce
- patate, verdure, frittate
Se lo coltivi per cucina, il “trucco” è uno: non spingere troppo con concimi azotati. Un dragoncello troppo “gonfio” può essere meno intenso. Luce, drenaggio e raccolta al momento giusto sono ciò che rende davvero la pianta profumata.
Problemi comuni: perché il dragoncello non cresce o cresce poco
Se la pianta resta ferma, di solito c’è una causa pratica:
- poca luce (ombra, balcone chiuso)
- terriccio troppo compatto (radici che respirano male)
- troppa acqua (ristagno)
- vaso troppo piccolo (radici bloccate)
- seme “sbagliato” rispetto alle aspettative (russo invece di francese)
La soluzione spesso non è “aggiungere concime”, ma correggere drenaggio, rinvasare o cambiare posizione. Un rinvaso in terriccio drenante, in un vaso più grande, spesso risolve in modo spettacolare un dragoncello in vaso che sembra “triste” da mesi.
Conclusione: 10 trucchi semplici, risultati veri
La pianta di dragoncello è un’aromatica elegante e generosa se la coltivi con la sua logica: sole, drenaggio e acqua senza eccessi. La coltivazione del dragoncello parte dalla scelta tra francese e russo, prosegue con un terriccio leggero e un vaso giusto (se fai dragoncello in vaso) e si completa con una gestione intelligente di irrigazione e raccolta. Se scegli bene anche il metodo di partenza (piantina, talea o semi di dragoncello con aspettative realistiche), ti ritrovi con una pianta che ricaccia, profuma e ti accompagna a lungo.
E quando impari la raccolta dragoncello come potatura leggera e regolare, succede una cosa bella: la pianta diventa più folta e tu hai sempre rametti freschi pronti, senza aspettare “la stagione perfetta”.
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Domande frequenti
Semi di dragoncello: perché germinano ma poi le piantine muoiono?
Con i semi di dragoncello il problema più comune non è la germinazione, ma la fase subito dopo: molte piantine collassano per eccesso di umidità e scarsa aerazione del substrato. Per una buona coltivazione del dragoncello conviene usare un terriccio fine ma drenante, bagnare a nebulizzazione (non a “secchiate”) e arieggiare spesso se usi coperture tipo mini-serra. Appena le piantine sono maneggiabili, dirada o trapianta: se restano troppo fitte, competono e il rischio di marciumi aumenta.
Dragoncello in vaso: ogni quanto va annaffiato senza farlo marcire?
Il dragoncello in vaso non va annaffiato a calendario fisso: si controlla il terreno. In pratica, irriga quando i primi 2–3 cm sono asciutti, poi bagna bene e lascia drenare completamente. Il ristagno è il nemico numero uno della pianta di dragoncello (artemisia dracunculus), perché blocca le radici e porta a foglie molli e crescita lenta. Nei periodi molto caldi potresti bagnare più spesso, ma sempre con la regola del “controllo in profondità”, non solo in superficie.
Coltivazione del dragoncello: meglio partire da semi o da talea?
Dipende da che dragoncello vuoi. Se cerchi un aroma intenso “da cucina”, spesso conviene partire da pianta già avviata o talea/divisione, perché il dragoncello francese è quello più aromatico. I semi di dragoncello in commercio, invece, spesso danno piante più rustiche ma meno profumate. Se il tuo obiettivo è una pianta di dragoncello (artemisia dracunculus) davvero aromatica, la propagazione vegetativa è di solito più affidabile e ti evita sorprese sul profumo.
Raccolta dragoncello: come tagliare per farlo ricacciare e conservarlo bene?
La raccolta dragoncello funziona meglio se diventa una potatura leggera: tagli regolari dei rametti teneri stimolano nuovi getti e mantengono la pianta giovane e produttiva. Evita di spogliare completamente un lato: meglio raccogliere un po’ per volta, distribuendo i tagli. Per conservarlo, l’essiccazione va fatta all’ombra e in luogo ventilato; poi serve un barattolo ermetico al buio. Se vuoi mantenere un aroma più “vivo”, anche la conservazione in aceto o il congelamento a porzioni sono ottime alternative.

