InnestiTecniche di coltivazione

Controllo attecchimento innesto: 7 segnali da leggere (e cosa fare)

Il controllo attecchimento innesto è quella fase silenziosa e un po’ ansiosa che segue il lavoro di lama e legatura. Hai inserito la gemma o la marza, hai stretto il nastro per innesto con cura… e adesso? Qui trovi una guida per capire se sta prendendo, cosa correggere senza rovinare la saldatura, quando alleggerire o togliere parafilm e gommini, come gestire l’autunno senza errori e – già che ci siamo – come programmare la conservazione delle marze in frigo (con indicazioni pratiche su quanto durano le marze in frigo davvero). In fondo trovi anche una mini tabella compatibilità innesti per orientarti quando pianifichi i lavori.

1) Controllo attecchimento innesto: i segnali “buoni” nelle prime 2–6 settimane

Nei primi giorni il punto d’unione deve rimanere pulito e aderente. Guardalo di taglio: i bordi dello scudo (o del chip) o della marza non si sollevano; il tessuto circostante resta verde, la gemma è turgida. Dopo 10–14 giorni l’orlo appare “incollato” come una piccola cicatrice, segno che i ponti cambiali stanno cucendo. A 4–6 settimane, se non hai usato parafilm, puoi alleggerire la legatura con un microtaglio; con il parafilm di solito non serve: si degrada da solo. Se l’innesto è a marza (spacco, corona), il legno vicino non annerisce e non compaiono essudati acidi: è il secondo segnale positivo.

Attenzione: non “staccare tutto per guardare”. Bastano pochi decimi di millimetro di apertura per rompere i ponti cambiali. Se proprio devi intervenire, pratica solo un taglietto di alleggerimento sul nastro per innesto, senza scoprire la ferita.

2) Quando togliere la legatura: nastro per innesto, parafilm e gommini

La regola generale è semplice: tieni finché serve a tenere, non oltre. Il parafilm è ideale perché si stira, sigilla e poi si consuma da sé; spesso non lo togli proprio. I budding rubber (gommini) si allentano col tempo ma, se la pianta cresce veloce, a 4–6 settimane incidi senza strappare. Nastri rigidi e isolanti non sono adatti: segnano il legno e possono strozzare la zona, proprio mentre il cambio sta chiudendo. Se hai usato nastro non elastico, anticipa l’alleggerimento controllando ogni dieci giorni.

3) Microclima e acqua: come aiutare la saldatura senza “annegare” l’innesto

L’innesto ha bisogno di umidità gentile e aria pulita, non di acqua diretta sul taglio. Nelle 48 ore successive crea ombra leggera se il sole è forte; se arriva pioggia battente, proteggi solo il margine superiore del taglio (soprattutto nello scudetto) con un giro di parafilm. Irriga il suolo poco ma profondo, così il portinnesto sta in equilibrio senza spingere getti competitori. Eliminare i germogli che spuntano sotto il punto d’unione è fondamentale: rubano linfa al nuovo innesto.

4) Errori innesto autunno: riconoscerli e correggerli

In autunno l’errore più subdolo è forzare la crescita: irrigazioni frequenti, concimi spinti, legatura troppo stretta “per sicurezza”. Ma in questa fase l’obiettivo è cicatrizzare, non far partire il germoglio. Altro errore tipico: giornate ventose e asciutte senza protezione; la gemma si disidrata in pochi minuti. Infine, attenzione alla curiosità: scoprire la ferita “per vedere” rovina adesioni appena formate.

Attenzione: se vedi annerimento diffuso, scollamenti evidenti o un cattivo odore acido, non intestardirti: sposta il lavoro su tessuti sani. Meglio rifare un innesto in condizioni giuste che aggiustarne uno nato male.

5) Fine inverno: il taglio di forzatura e l’avvio del nuovo getto

Il vero “sì” dell’attecchimento arriva alla ripresa. Su innesti a gemma dormiente, recidi poco sopra il punto per forzare la gemma; su innesti a marza, ripulisci eventuali ricacci e guida con un tutore. I primi 20–30 cm sono i più delicati: tieni il getto diritto e lontano da sfregamenti. Se la primavera è aggressiva, una velatura di ombra per qualche giorno evita scottature sul punto d’unione.

6) Conservazione delle marze: preparazione, frigo e quanto durano le marze in frigo

Quando pianifichi gli innesti successivi, la logistica delle marze fa la differenza. Tagliale da piante sane e ben esposte, nelle ore fresche. Elimina foglie e viticci, avvolgi i tralci in carta leggermente umida, poi in busta forata (mai ermetica). Metti in frigorifero in un cassetto dedicato, lontano da frutta che rilascia etilene. In queste condizioni quanto durano le marze in frigo? Di norma 2–6 settimane mantengono ottima vitalità; alcune specie legnose, ben preparate, arrivano a 8–10 settimane, ma ogni giorno extra richiede più cura (ricambio dell’involucro umido e controllo muffe). Se noti condensa o odori strani, apri, asciuga leggermente e reimballa.

7) “Ho fatto tutto bene, ma non parte”: distinguere lentezza e fallimento

Capita che l’innesto non parta subito alla ripresa: non è sempre un fallimento. Una gemma ancora turgida, bordi saldi e tessuto verde indicano lentezza, non morte. Assicurati di aver fatto il taglio di forzatura correttamente e di aver rimosso i ricacci sotto. Se dopo due settimane dall’intervento la gemma resta immobile e perde turgore, probabilmente è da rifare. In quel caso, torna alla tua tabella compatibilità innesti e scegli una sede fresca del portinnesto.

Mini tabella compatibilità innesti (indicativa)

Una traccia di orientamento (semplificata). Parenti stretti = più chance di successo.

PortinnestoCompatibili comuniNote
Vite (Vitis spp.)Vitis spp. (stessa specie/genere)No a ibridi “lontani”.
Agrumi (Citrus/Poncirus)Limone, arancio, mandarino, pompelmo, kumquatMeglio dentro al gruppo Citrus/Poncirus.
Melo (Malus)Melo, talvolta pero con intermedioAttenzione a vigor e nanizzanti.
Pero (Pyrus)Pero; cotogno con intermedio per varietà sensibiliVerifica affinità varietale.
Drupacee (Prunus)Pesco, susino, albicocco, mandorloMeglio dentro allo stesso gruppo.


Cosa utilizzare al posto del mastice per fare innesti?

Per un innesto a gemma spesso non serve mastice: la protezione principale è una legatura elastica (parafilm o budding rubber) che chiude i bordi. Se hai tagli accessori o spacco/corona, puoi sostituire il mastice con parafilm esteso che sigilla bene la ferita, oppure con cera per innesto morbida; in emergenza, anche una pellicola alimentare stretta bene funziona per pochi giorni, finché non applichi un prodotto dedicato.

Quanto durano le marze in frigo?

Dipende da specie e preparazione. In generale, con carta umida e busta forata in frigo, le marze mantengono buona vitalità per 2–6 settimane; alcune arrivano a 8–10 settimane se controlli condensa e muffe e rinnovi l’involucro. Oltre, la percentuale di attecchimento cala.

Quando togliere il nastro per innesto (parafilm, gommini)?

Con parafilm di solito non si toglie: si degrada da sé; controlla solo che non faccia “cordone”. Con gommini o nastri elastici non degradabili, alleggerisci a 4–6 settimane incidendo il legaccio senza scoprire la ferita. Nastri rigidi, meglio evitarli; se li hai usati, controlla ogni dieci giorni per non segnare i tessuti.

Posso fare il controllo dell’innesto anche con pioggia o freddo?

Puoi guardare, ma evita di manipolare con pioggia battente o freddo intenso: l’umidità entra nelle fessure e il freddo rallenta la cicatrizzazione. Meglio scegliere ore stabili e asciutte; se devi proteggere, un giro di parafilm sul bordo superiore è sufficiente.

Come capisco se l’innesto sta fallendo o è solo lento?

Se vedi annerimenti, bordi che si aprono, essudati e gemma che perde turgore, è probabile fallimento. Se invece i tessuti sono verdi e chiusi ma “non succede nulla”, spesso è lentezza: verifica il taglio di forzatura e rimuovi i ricacci sotto l’unione.

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