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Come prendersi cura del bonsai: guida per ogni mese

Introduzione

Prendersi cura di un bonsai significa imparare a gestire una pianta che vive in condizioni volutamente “limitate”: vaso basso, poco terriccio, radici controllate, potature frequenti. Per questo la cura del bonsai non può essere la stessa di una pianta in vaso tradizionale. È una coltivazione più attiva, fatta di osservazione e piccoli interventi regolari. In questo articolo vediamo passo passo come curare un bonsai, sia se lo tieni all’esterno sia se lo coltivi in appartamento, usando le domande tipiche di chi inizia: quanta acqua dare, dove metterlo, quando rinvasarlo, come capire se sta soffrendo.


Come prendersi cura del bonsai: capire le esigenze di base

come curare un bonsai

Il primo errore di chi vuole curare un bonsai è pensare che esista una regola valida per tutti. In realtà il bonsai è solo una pianta coltivata in miniatura: un bonsai di ficus ha esigenze diverse da un bonsai di olivo, e un bonsai di azalea ha esigenze ancora diverse. La prima domanda da farsi è quindi: la mia specie è da interno o da esterno?

  • Bonsai da esterno: olivo, ginepro, acero, pino, azalea, gran parte delle latifoglie. Hanno bisogno di aria, luce e di sentire le stagioni.
  • Bonsai da interno: ficus, carmona, sageretia, alcune specie tropicali. Non amano il freddo e si tengono vicino a una finestra luminosa.

Capire questo ti permette di impostare tutta la cura del bonsai in modo corretto. Se tieni un bonsai da esterno in salotto, anche se lo bagni bene deperirà per mancanza di luce e ricambio d’aria. Se tieni un bonsai da interno all’aperto in inverno, rischi di perderlo per freddo.

Se ti manca ancora la base su come nasce un bonsai, puoi leggere anche “Come fare un bonsai: cos’è davvero e come funziona, dove viene spiegata la tecnica di miniaturizzazione.


Cura del bonsai: posizione e luce

La luce è spesso il punto più trascurato quando si parla di come prendersi cura del bonsai. Un bonsai ha bisogno di più luce di quanta se ne immagini, soprattutto se lo tieni in casa.

  • All’esterno: posizione luminosa, con qualche ora di sole diretto per le specie mediterranee (olivo, ginepro). Gli aceri e le azalee preferiscono luce filtrata e ombra nelle ore più calde.
  • In casa: vicino a una finestra esposta a sud-est o sud-ovest. Le stanze poco illuminate non vanno bene, perché inducono internodi lunghi, foglie grandi e indebolimento generale.
Tenere il bonsai in casa solo perché “sta bene lì” è una delle principali cause di deperimento. Prima si sceglie la posizione corretta, poi si pensa all’estetica.

Se devi curare un bonsai in casa in un ambiente con luce scarsa, puoi aiutarti con una piccola lampada per piante puntata sull’esemplare per qualche ora al giorno. Non è un obbligo, ma è spesso la differenza tra un bonsai che mantiene la chioma e uno che, dopo l’inverno, ha perso metà delle foglie.


Come curare un bonsai in casa: microclima e aria

Coltivare in appartamento significa dover ricreare un ambiente che la pianta riconosca come accettabile. Per farlo servono tre attenzioni:

  1. Aria ma non correnti fredde: aprire ogni giorno per cambiare aria è positivo, ma non va appoggiato il bonsai davanti a una finestra che viene aperta d’inverno.
  2. Umidità: i riscaldamenti seccano l’aria e i vasi bassi si asciugano più in fretta. Un sottovaso con argilla espansa bagnata aiuta a mantenere un cuscino umido attorno alla pianta.
  3. Rotazione: girare il vaso ogni 7-10 giorni evita che la pianta cresca storta verso la luce.

Questo vale soprattutto per il ficus, che è il più usato quando si parla di come curare un bonsai in casa: se ha luce, aria e acqua regolari, diventa molto affidabile.


Annaffiatura e drenaggio nella cura del bonsai

L’annaffiatura è il punto in cui la maggior parte dei principianti si blocca: quanta acqua dare, ogni quanto, e come capire quando il bonsai è asciutto. La regola più sicura è questa: si bagna quando il substrato è quasi asciutto, ma non completamente secco, e si bagna bene.

  • Controlla con un dito o con una bacchetta di legno: se i primi centimetri sono asciutti, puoi bagnare.
  • Versa acqua finché esce dai fori di drenaggio. Un’annaffiatura superficiale non basta in un vaso basso.
  • In estate o in balcone soleggiato può servire bagnare anche tutti i giorni.
  • In inverno in casa, con poca luce, le annaffiature si riducono molto.
Bagnare spesso ma poco è più pericoloso che bagnare bene e poi aspettare. L’umidità costante in superficie e il secco in basso fanno marcire le radici e impediscono alla pianta di assorbire correttamente.

Perché tutto questo funzioni il substrato deve essere quello giusto. Se il vaso è pieno di terriccio universale compatto, puoi anche impegnarti nelle annaffiature ma il bonsai soffrirà lo stesso. Per questo è utile rimandare all’articolo specifico Terriccio per bonsai: 5 soluzioni pronte all’uso, dove trovi miscele con akadama, pomice e kanuma adatte ai vasi bassi.


Terriccio per una buona cura del bonsai

Un elemento centrale nella cura del bonsai è proprio il substrato per bonsai. In un vaso basso ci deve essere molto più aria che in un vaso profondo, altrimenti le radici smettono di crescere. I materiali più usati sono:

  • akadama per bonsai: trattiene l’acqua ma resta porosa;
  • pomice per bonsai: alleggerisce e drena;
  • kanuma: per bonsai acidofili, azalee e satsuki;
  • una piccola parte di materiale organico, solo se la specie lo gradisce.

Un terriccio così fatto ti consente di bagnare quando serve senza paura di ristagni. E ti rende anche più facile il rinvaso, perché le particelle non si compattano.


Curare un bonsai: potatura e forma

La potatura è parte integrante di come prendersi cura del bonsai. Non basta farlo una volta quando lo compri: il bonsai cresce, emette germogli troppo lunghi e perde le proporzioni. Per i principianti basta distinguere due tipi di potatura:

  1. Potatura di mantenimento: sono piccoli tagli che fai durante la stagione vegetativa per accorciare i germogli troppo lunghi e mantenere la chioma fitta. Si taglia sopra una foglia o una gemma orientata nella direzione che vuoi.
  2. Potatura di formazione: si fa più raramente e serve per impostare la struttura dell’albero (tronco principale, rami primari, rami secondari). Qui conviene procedere in primavera o comunque in un periodo di buona crescita.

Potare non significa solo “tagliare perché è lungo”: significa far entrare luce all’interno e impedire alla pianta di allungarsi troppo in alto. È la potatura che rende possibile la miniaturizzazione, quindi va messa tra le prime attenzioni quando si parla di curare un bonsai. Per approfondire leggi la guida dedicata sulla potatura del bonsai clicccando qui.


Cura del bonsai: manutenzione tutto l’anno

Una buona manutenzione tutto l’anno ti evita gli interventi d’emergenza. Possiamo riassumerla così:

Gennaio–Febbraio (inverno)
Nel Nord Italia i bonsai da esterno vanno tenuti in posizione riparata: serra fredda, veranda non riscaldata o comunque al riparo dal vento. Il problema non è solo la temperatura bassa ma il pane di terra che gela nei vasi bassi. Al Centro spesso basta un angolo riparato dal vento; al Sud e sulle isole molte specie possono restare fuori, controllando solo le gelate notturne. Si annaffia poco: solo quando il substrato è asciutto in profondità e nelle giornate non gelate. I bonsai in casa, invece, continuano a consumare acqua per l’aria secca: qui le bagnature restano regolari e si controllano cocciniglia e acari che in appartamento lavorano anche d’inverno.

Marzo–Aprile–Maggio (primavera)
È il momento più importante per la cura del bonsai. Al Nord si riparte con rinvasi e potature quando non ci sono più gelate notturne; al Centro-Sud si può anticipare di qualche settimana. Si controllano le radici: se il vaso è pieno si rinvasa usando un terriccio drenante (akadama, pomice, kanuma per le acidofile). È anche il periodo in cui si riprende a concimare con prodotti leggeri e regolari. Le piante che erano state riparate vanno riportate all’esterno con gradualità, evitando il sole pieno dopo mesi di luce filtrata. È la stagione giusta per accorciare i germogli troppo vigorosi e impostare la forma.

Giugno–Luglio–Agosto (estate) e Settembre–Ottobre (fine stagione)
D’estate il controllo dell’acqua diventa quotidiano, soprattutto al Sud e sulle terrazze esposte. Un bonsai in vaso basso può asciugare completamente in una giornata calda: si bagna a fondo la mattina e, se serve, la sera. Al Nord, nei periodi di caldo secco, è utile ombreggiare le specie più delicate (aceri, azalee). A settembre e ottobre la crescita rallenta: si può sistemare la chioma con piccole potature di mantenimento e ridurre gradualmente il concime per preparare la pianta all’inverno. Nel Centro-Sud l’autunno è spesso una “seconda primavera”: si può ancora rinvasare qualche essenza veloce e si controlla che i vasi non siano invasi dalle radici dopo l’estate.

Il freddo non danneggia solo le foglie: in un vaso molto basso può gelare direttamente il pane di terra. Nei climi più freddi i bonsai da esterno vanno riparati.

Problemi comuni nella cura del bonsai

Nella pratica quotidiana della cura del bonsai compaiono spesso gli stessi problemi:

  • Foglie gialle: può essere poca luce, ristagno d’acqua o un brusco cambio di posizione.
  • Caduta improvvisa delle foglie: tipica dei ficus dopo un trasferimento; di solito la pianta si riprende se le condizioni sono buone.
  • Terriccio che non assorbe: segno che il vaso è pieno di radici e che serve un rinvaso.
  • Parassiti (cocciniglia, afidi): spesso legati a poca aria e a pianta già indebolita.
  • Crescita bloccata: spesso si scopre che la pianta è in un terriccio non adatto.

In tutti questi casi è utile ripartire dalle basi: posizione, acqua, substrato. Se hai già sistemato questi tre elementi, la maggior parte dei bonsai reagisce bene.


Conclusione

Prendersi cura di un bonsai non significa fare operazioni complicate ogni settimana, ma imparare a intervenire poco e spesso. La posizione giusta, un’ottima gestione dell’acqua e un terriccio drenante sono la base: senza questi elementi anche la pianta più robusta prima o poi si indebolisce. Con questi elementi, invece, la potatura diventa semplice, la manutenzione tutto l’anno è gestibile e anche il bonsai tenuto in casa riesce a mantenere una chioma compatta. Quando hai dubbi su rinvasi e substrati puoi fare riferimento alla guida sul terriccio per bonsai, mentre per le impostazioni di base puoi ripartire dall’articolo su come fare un bonsai: in questo modo hai sempre sotto mano sia la teoria sia la pratica.


Domande frequenti

Ogni quanto rinvasare per una buona cura del bonsai?

Dipende dalla specie e dalla crescita, ma in media ogni 1-2 anni per le piante giovani e vigorose e ogni 2-3 anni per i bonsai più maturi. Il segnale è il terriccio che non assorbe più acqua o le radici visibili in superficie: in quel caso il rinvaso è parte della normale cura del bonsai.

Come curare un bonsai in casa senza farlo perdere foglie?

Per curare un bonsai in casa serve molta luce naturale, aria non troppo secca, irrigazioni complete e un substrato drenante. Evita stanze buie e correnti fredde. Ruota la pianta periodicamente perché non cresca solo da un lato.

Qual è la cura del bonsai più importante in estate?

In estate la cura del bonsai più importante è l’acqua. I vasi bassi si asciugano anche in poche ore, quindi controlli ravvicinati e irrigazioni complete sono fondamentali. Se il sole è forte, sposta il bonsai in posizione luminosa ma riparata.

Come prendersi cura del bonsai appena comprato?

Appena comprato sistemalo subito nella posizione corretta (esterno o interno a seconda della specie) e lascialo ambientare qualche giorno. Controlla il terriccio: se è molto compatto, innaffia lentamente finché drena bene. In questa fase è meglio non potare troppo: la priorità è farlo stabilizzare.

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