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Potatura del bonsai: formazione e mantenimento e te

Introduzione

La potatura del bonsai è il cuore di tutta la coltivazione. È attraverso i tagli che la pianta resta in scala, che i rami non si allungano troppo, che la chioma si infittisce e che l’albero in miniatura continua ad assomigliare a un albero vero. Chi inizia spesso pensa che “potare il bonsai” significhi semplicemente accorciare i rami quando diventano lunghi. In realtà esistono due potature diverse che svolgono funzioni diverse: la potatura di formazione bonsai, che dà la struttura di base, e la potatura di mantenimento bonsai, che serve a non perdere la forma. A queste si aggiunge un terzo elemento che fa davvero la differenza: le tempistiche, cioè il momento dell’anno e lo stato della pianta in cui conviene intervenire.

In questo articolo vedremo quindi:

  • perché la potatura del bonsai è così importante;
  • come si fa una potatura di formazione;
  • come si mantiene la forma con la potatura di mantenimento;
  • quando potare il bonsai in base alle stagioni italiane (Nord, Centro, Sud);
  • quali sono gli strumenti per potare il bonsai senza danneggiarlo.

Se non hai ancora letto l’articolo di base su come fare un bonsai e su come prendersi cura del bonsai, ti consiglio di recuperarli perché le potature funzionano bene solo se il bonsai è coltivato correttamente (posizione, acqua, terriccio drenante).


Potatura del bonsai: perché si fa

Ogni pianta, lasciata a sé stessa, tende ad allungare i rami verso la luce e a far crescere la parte alta più velocemente di quella bassa. In un albero normale non è un problema; in un bonsai sì, perché un ramo lungo o un getto fuori misura rompe le proporzioni. La potatura del bonsai serve quindi a:

  1. Controllare la crescita: limitare l’allungamento dei rami principali e dei germogli più vigorosi.
  2. Infittire la chioma: più tagli → più gemme laterali → più ramificazione fine.
  3. Far entrare luce all’interno: se la chioma è troppo densa, dentro i rami disseccano.
  4. Mantenere lo stile scelto: eretto formale, informale, cascata, scopa rovesciata… senza potatura lo stile si perde.
  5. Ringiovanire: eliminando rami vecchi si stimola la pianta a produrre nuovi getti.

La potatura è quindi parte della coltivazione, non un intervento straordinario. Non c’è bonsai “che non si pota”: c’è un bonsai su cui si pota in modo diverso.


Potatura di formazione bonsai

La potatura di formazione bonsai è quella che si fa per impostare l’albero. È la potatura dei primi anni o quella che si fa quando si trasforma una pianta da vivaio in un bonsai vero e proprio. Qui non si lavora di cesello: si scelgono i rami che resteranno e si eliminano quelli inutili.

Gli obiettivi della potatura di formazione sono tre:

  • Dare conicità al tronco: la parte bassa deve essere più grossa, la parte alta più sottile. Per ottenere questo si abbassa l’apice o si elimina del tutto la parte troppo lunga.
  • Scegliere i rami primari: i rami che escono dal tronco a diverse altezze e che daranno la struttura principale. Vanno scelti in modo alternato (destra-sinistra-dietro), non tutti dalla stessa parte.
  • Pulire i rami inutili: rami che vanno verso l’interno, rami incrociati, rami troppo verticali o che fanno concorrenza all’apice.

Una potatura di formazione può essere anche drastica: può capitare di dover togliere metà della parte aerea perché la pianta era stata lasciata crescere liberamente. È meglio farlo nel momento di massima vigoria, in genere in primavera (marzo-aprile al Centro-Nord, anche febbraio-marzo al Sud se non ci sono gelate). La pianta reagirà emettendo nuovi getti nelle zone rimaste spoglie.

Nella potatura di formazione del bonsai non bisogna togliere troppe foglie e troppe radici nello stesso momento, soprattutto su piante non ancora forti. Se hai appena rinvasato con potatura radicale, rimanda la formazione più severa.

In questa fase è utile avere già un’idea dello stile che vuoi ottenere. Non serve essere puristi come nelle scuole giapponesi, ma sapere se vuoi un bonsai eretto, un informale o una cascata ti fa capire quali rami tenere e quali no.


Potatura di mantenimento bonsai

quando potare il bonsai di olivastro

Una volta che l’albero è impostato, si passa alla potatura di mantenimento bonsai. È quella che si fa più spesso e che fa davvero la differenza tra un bonsai “curato” e uno che, dopo un anno, è tornato una piantina informe. La potatura di mantenimento è fatta di tanti tagli piccoli, ravvicinati nel tempo, quasi sempre su rami giovani.

Il principio è semplice: ogni volta che un ramo o un germoglio supera la sagoma che avevi deciso, lo accorci. In questo modo:

  • impedisci che si formino internodi troppo lunghi;
  • costringi la pianta a ramificare indietro;
  • mantieni la chioma densa e proporzionata.

Si può fare per tutta la stagione vegetativa, cioè indicativamente da aprile a settembre, modulando l’intensità:

  • in primavera i tagli si fanno più spesso perché la pianta cresce veloce;
  • in estate si interviene quando un ramo allunga troppo;
  • in autunno si fanno solo aggiustamenti.

Su alcune specie, come l’acero o lo zelcova, è possibile fare anche la defogliazione parziale o totale per ottenere una foglia più piccola e una ramificazione più fitta, ma questo è un passaggio da fare solo su piante in ottima salute.


Quando potare il bonsai

La domanda “quando potare il bonsai” ha sempre due risposte: una legata alla stagione e una legata allo stato della pianta.

Per stagione (Italia):

  • Nord Italia: le potature di formazione importanti si fanno da fine inverno a inizio primavera, quando il rischio di gelate è finito ma la pianta non ha ancora aperto del tutto le gemme. Le potature di mantenimento si fanno da aprile a settembre. In autunno solo correzioni.
  • Centro Italia: si può anticipare di un paio di settimane rispetto al Nord e prolungare i piccoli interventi fino a ottobre.
  • Sud e isole: gli inverni miti permettono potature più precoci, ma in estate il caldo intenso può consigliare di sospendere i tagli più forti per non stressare la pianta.

Per stato della pianta:

  • una pianta appena rinvasata non va potata pesantemente;
  • una pianta che ha avuto un colpo di secco o un attacco di cocciniglia va fatta riprendere;
  • una pianta molto vigorosa può essere potata anche due o tre volte nella stagione.

Per conifere e sempreverdi lente (ginepro, pino) le tempistiche cambiano leggermente: in genere si lavora quando la crescita è attiva ma non esplosiva, e spesso non si fa un taglio netto ma una pinzatura (rimozione delle punte).


Strumenti per potare il bonsai

Usare gli strumenti per potare il bonsai corretti non è un vezzo. I vasi sono piccoli, i rami sono ravvicinati e i tagli devono guarire bene. Gli strumenti base sono:

  • forbici da bonsai a lama lunga: per tagli di manutenzione, germogli e foglie;
  • tronchese concava: per rimuovere rami un po’ più grossi lasciando un taglio che cicatrizza meglio;
  • forbici corte e robuste: per tagliare rami lignificati in poco spazio;
  • forbici a becco sottile: utili nelle chiome molto fitte;
  • mastice cicatrizzante: da usare sui tagli grossi per evitare infezioni e disseccamenti.
Tagli “strappati” o fatti con forbici poco affilate guariscono male e spesso lasciano rigonfiamenti. Nei bonsai, dove il dettaglio conta, è meglio fare un taglio netto e, se serve, coprirlo con mastice.

Come capire cosa tagliare

Nella pratica quotidiana la domanda non è solo “quando potare il bonsai”, ma “quale ramo posso tagliare?”. Una regola semplice per i principianti è questa:

  1. si elimina per primo tutto ciò che è secco o malato;
  2. si tagliano i rami che vanno verso l’interno o che si incrociano;
  3. si accorciano i rami che hanno superato la sagoma;
  4. si controlla l’apice: se è troppo vigoroso, lo si riduce per non far perdere forza ai rami bassi.

In questo modo non si rischia di fare danni strutturali. Quando la pianta si sarà rinforzata e avrai più confidenza, potrai passare a una potatura di formazione più decisa.



Conclusione

La potatura del bonsai non è un’operazione unica, ma un percorso continuo. Prima si imposta la struttura con la potatura di formazione, scegliendo tronco e rami principali, poi si mantiene la forma con la potatura di mantenimento durante tutta la stagione vegetativa. A legare tutto ci sono le tempistiche: intervenire nel momento in cui la pianta è attiva e in buona salute permette di fare anche tagli importanti con un recupero rapido. Con strumenti affilati, terriccio drenante e una buona osservazione del ciclo stagionale, la potatura diventa un lavoro semplice e ripetibile, e il bonsai mantiene nel tempo quell’aspetto maturo che lo rende riconoscibile.


Domande frequenti

Potatura del bonsai: come capire se devo fare formazione o mantenimento?

Si parla di potatura di formazione bonsai quando devi ancora impostare la struttura: l’albero ha troppi rami, non ha una direzione chiara, cresce solo in alto o deriva da una pianta da vivaio che non era stata pensata come bonsai. In questo caso si scelgono i rami principali e si eliminano quelli inutili, anche con tagli decisi. Si parla invece di potatura di mantenimento bonsai quando la struttura è già definita e devi solo impedire che i rami si allunghino troppo e che la chioma si svuoti. La manutenzione si fa più volte l’anno, con tagli piccoli, seguendo la crescita.

Quando potare il bonsai se lo tengo in casa tutto l’anno?

Per i bonsai coltivati in casa (per esempio ficus o carmona) la crescita non si ferma mai del tutto, ma rallenta molto in inverno. La potatura del bonsai in appartamento si fa preferibilmente tra primavera e inizio autunno, quando la pianta ha più luce e reagisce bene ai tagli. In inverno meglio limitarsi a togliere solo rami secchi o foglie rovinate, senza grandi potature di formazione. Se la pianta è sotto lampada e continua a vegetare, puoi fare piccole potature di mantenimento anche in inverno, ma sempre controllando che il terriccio non resti bagnato troppo a lungo.

Quali strumenti per potare il bonsai sono davvero indispensabili?

Gli strumenti per potare il bonsai davvero utili sono pochi ma devono essere buoni: una forbice lunga per la potatura di mantenimento, una tronchese concava per i rami più grossi e un mastice cicatrizzante per chiudere i tagli. Con questi tre puoi già gestire la maggior parte degli interventi. Le forbici di precisione corte e il filo di alluminio sono accessori consigliati quando vuoi affinare la forma o piegare i rami dopo la potatura di formazione. L’importante è che gli attrezzi siano affilati, perché un taglio pulito guarisce più in fretta e lascia meno segni.

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