Terriccio per bonsai: 5 soluzioni pronte all’uso
Indice
Introduzione
Quando si parla di bonsai, quasi tutti si concentrano su potature, stile e scelta della specie, ma la verità è che la maggior parte dei problemi nasce dal substrato. Il bonsai vive in un vaso molto basso, con poco volume di terra e radici limitate: questo significa che il terriccio per bonsai non può essere lo stesso terriccio universale che usi per i gerani o per le aromatiche. Deve drenare, deve far passare aria e deve permettere di bagnare spesso senza creare ristagni. In caso contrario arrivano velocemente marciumi radicali, perdita delle foglie e crescita stentata.
In questo articolo vediamo cinque soluzioni concrete di terriccio per bonsai, già pronte o quasi pronte, che puoi usare in base alla specie e alle condizioni in cui coltivi (interno, balcone, clima caldo, specie acidofile). Useremo e approfondiremo le keyword che ti servono: akadama per bonsai, pomice per bonsai, terriccio bonsai fai da te, terra per bonsai e anche la kanuma, che è fondamentale per certe piante. Ti mostro anche dove ha senso aggiungere un po’ di organico e quando invece è meglio restare solo su materiali inerti.
Se stai partendo adesso e vuoi prima capire la logica della coltivazione in vaso basso, puoi leggere anche l’articolo pilastro su come fare un bonsai: cos’è davvero e come funziona.
Perché il terriccio per bonsai è diverso
Un bonsai vive in un volume di terra ridotto. È una scelta estetica e tecnica: più il vaso è basso, più la pianta sembra “vecchia” e proporzionata. Ma un vaso basso si asciuga in fretta e soprattutto non perdona un terriccio sbagliato. In un vaso profondo, anche se il terriccio è un po’ pesante, l’acqua trova comunque una via di fuga; in un vaso da bonsai no.
Il terriccio per bonsai deve quindi fare tre cose insieme:
- Drenare: l’acqua in eccesso deve uscire subito, senza creare sacche umide in fondo.
- Areare: tra una particella e l’altra deve restare aria, così le radici respirano.
- Trattenere un minimo di umidità: perché il bonsai, specie in estate, ha bisogno di non seccare nel giro di due ore.

È per questo che in bonsaistica si usano spesso materiali come akadama, pomice, lapillo vulcanico, kanuma: non perché siano “giapponesi” e quindi affascinanti, ma perché hanno caratteristiche fisiche adatte a un vaso basso.
Soluzione 1 – Terriccio per bonsai solo akadama
Questa è la soluzione più “didattica” e anche la più diffusa nelle spiegazioni tecniche: akadama per bonsai al 100%, granulometria media, ben lavata. L’akadama è un’argilla giapponese cotta, porosa, che trattiene acqua ma allo stesso tempo lascia passare aria. È perfetta per chi coltiva in esterno e annaffia spesso, e per bonsai che devono essere rinvasati con regolarità.
Quando usarla:
- su specie che amano il fresco alle radici (aceri, olmi, alcune latifoglie);
- in climi non torridi;
- se puoi bagnare con regolarità.
Vantaggi:
- ottimo equilibrio acqua/aria;
- facile da lavorare durante i rinvasi;
- fa vedere subito quando è asciutta (cambia colore).
Limiti:
- con molta pioggia o dopo un paio d’anni tende a rompersi e compattarsi;
- in estate, se il vaso è piccolo e il caldo è forte, asciuga molto in fretta.
Prodotti utili
Per bonsai coltivati in esterno e rinvasi regolari puoi usare akadama al 100%, ottima per garantire drenaggio e ossigenazione.
- Akadama per bonsai granulometria media – la base per un terriccio per bonsai tecnico.
- Setacci per bonsai – per eliminare le polveri fini e mantenere il substrato arioso.
- Rete di drenaggio per vasi bonsai – evita la perdita di akadama dai fori.
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Soluzione 2 – Terriccio per bonsai akadama + pomice
Per molte coltivazioni amatoriali questa è la soluzione migliore e più equilibrata. Metà akadama per bonsai, metà pomice per bonsai (50/50 in volume) ti dà un substrato leggero, arieggiato, che si asciuga senza diventare “sasso” ma che non si compatta subito. La pomice è un materiale vulcanico leggero, molto poroso, che non si degrada facilmente e che tiene lontani i ristagni. Miscelata all’akadama risolve il problema del compattamento e rende più gestibile il rinvaso successivo.
Quando usarla:
- per bonsai da esterno in balcone o terrazzo;
- per chi abita in zone calde e vuole più resistenza alla siccità;
- per piante vigorose (olivo, ligustro, ginepro).
Vantaggi:
- drenaggio più alto;
- minore rischio di marciumi;
- durata maggiore rispetto all’akadama pura.
Limiti:
- richiede comunque una concimazione regolare perché sono materiali molto “neutri”;
- se la pomice è troppo grossa va vagliata.
Prodotti utili
Mix molto usato per bonsai da esterno in terrazzo: la pomice alleggerisce e riduce i ristagni, l’akadama trattiene l’umidità.
- Pomice per bonsai 3-6 mm – ideale per mescolare all’akadama.
- Akadama per bonsai – perfetta per vasi bassi.
- Concime organico per bonsai – necessario con substrati molto inerti.
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Soluzione 3 – Terriccio bonsai fai da te con materiali reperibili
Non tutti hanno voglia o possibilità di comprare substrati specifici. Per questo ha senso proporre anche un terriccio bonsai fai da te, cioè una miscela composta partendo da ciò che si trova con facilità nei garden center italiani. È importante però chiarire che “fai da te” non significa prendere il primo sacco di terra per gerani: bisogna alleggerirlo e drenarlo.
Un esempio di miscela fai da te può essere:
- 40% terriccio universale di buona qualità, setacciato;
- 40% pomice fine o lapillo fine;
- 20% sabbia silicea grossolana o perlite.
Il terriccio universale dà un minimo di sostanza organica e di capacità di trattenere nutrienti; la pomice alleggerisce e tiene arieggiate le radici; la sabbia o perlite evita la formazione di fanghi.
Quando usarla:
- per bonsai da interno che non sopportano di asciugare troppo;
- per chi rinvasa spesso e non vuole usare sempre solo materiali inerti;
- per chi sta provando a trasformare in bonsai una pianta da vivaio e non vuole spese elevate.
Prodotti utili
Se vuoi preparare da solo il terriccio per bonsai, ti servono una base organica leggera e inerti drenanti.
- Terriccio universale di qualità – usane solo una parte nella miscela.
- Sabbia silicea grossa – per aumentare il drenaggio.
- Perlite per giardinaggio – alleggerisce e arieggia i vasi bassi.
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Soluzione 4 – Terriccio per bonsai con kanuma (per acidofile e azalee)
Ci sono bonsai che non gradiscono un pH neutro o leggermente basico, ma preferiscono un substrato acido. È il caso delle azalee da bonsai, delle satsuki e di alcune essenze ornamentali. In questi casi si usa la kanuma per bonsai, un materiale molto simile all’akadama ma più leggero e con pH acido. Anche qui puoi creare una miscela o usarla pura.
Una miscela tipica per questi bonsai è:
- 70% kanuma;
- 30% pomice fine.
La kanuma da sola è molto leggera e tende a rompersi; la pomice la stabilizza e migliora il drenaggio. Il concime va dato con regolarità perché la kanuma è povera.
Quando usarla:
- bonsai di azalea;
- bonsai di camelia o altre acidofile da miniaturizzare;
- piante che mostrano clorosi se coltivate in substrati basici.
Prodotti utili
Per azalee, satsuki e bonsai che vogliono pH acido puoi usare la kanuma pura o miscelata con pomice fine.
- Kanuma per bonsai – indicata per azalee e camelie.
- Pomice fine per bonsai – da aggiungere alla kanuma per migliorare il drenaggio.
- Concime per piante acidofile – mantiene il pH del substrato.
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Soluzione 5 – Terriccio per bonsai pronto in sacco
Non è sempre la soluzione più economica, ma è quella più rapida e sicura per chi sta iniziando. In commercio esistono sacchi di terriccio per bonsai già pronti, spesso con una base organica alleggerita da pomice o lapillo. Non sono tutti uguali: alcuni sono più torbosi e vanno corretti, altri sono già abbastanza drenanti.
Per usarli correttamente si può procedere così:
- si apre il sacco e si elimina la parte più fine/polverosa con un setaccio grossolano;
- si aggiunge il 20-30% di pomice per bonsai se si nota che il terriccio è troppo compatto;
- si testa il drenaggio bagnando il vaso e verificando che l’acqua esca senza ristagni.
Questa soluzione è utile per chi deve rinvasare in fretta, per chi ha piccoli bonsai da interno e per chi non vuole tenere in casa troppi materiali diversi. Inoltre permette di standardizzare le irrigazioni: se tutti i bonsai sono nello stesso tipo di substrato, è più facile capire quando bagnare.
Prodotti utili
Se devi rinvasare subito puoi usare un terriccio per bonsai già confezionato e correggerlo con un inerte.
- Terriccio per bonsai pronto all’uso – base organica leggera.
- Lapillo vulcanico fine (o pomice) – da aggiungere se il sacco è troppo torboso.
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Terra per bonsai: cosa evitare
La terra da giardino, soprattutto se argillosa, è troppo pesante e, una volta messa in un vaso basso, diventa compatta e priva di aria. Si può usare solo in piccola parte e solo se è molto sabbiosa.
Se proprio si vuole usare una minima parte di terra “vera” (per esempio per dare una flora microbica più ricca), conviene fermarsi al 10-15% e abbinarla sempre a pomice e a un inerte leggero.
Conclusione
Scegliere il terriccio per bonsai significa decidere quanto controllo vuoi avere sulla pianta. Un substrato leggero, drenante e ben arieggiato ti permette di bagnare con tranquillità, di evitare ristagni nei vasi bassi e di mantenere le radici giovani. Le cinque soluzioni viste coprono praticamente tutte le esigenze: akadama pura per chi vuole un terreno tecnico, akadama e pomice per il balcone e il clima caldo, miscela fai da te per chi cerca materiali reperibili, kanuma per i bonsai acidofili e, quando serve, il terriccio pronto da correggere. La regola da tenere a mente è semplice: meno terra c’è nel vaso, più il terriccio deve essere sciolto.
Domande frequenti
Posso fare un terriccio bonsai fai da te con materiali comuni?
Sì, puoi preparare un terriccio bonsai fai da te miscelando un buon terriccio universale setacciato con pomice per bonsai e un po’ di sabbia silicea. L’importante è che la parte organica non superi la metà del totale, altrimenti in un vaso basso il substrato diventa troppo compatto e rischi marciumi.
Qual è il terriccio per bonsai migliore per iniziare?
Il terriccio per bonsai migliore per iniziare è una miscela drenante a base di akadama e pomice in parti uguali: l’akadama trattiene l’umidità, la pomice per bonsai mantiene aria tra le radici e riduce i ristagni. È adatta alla maggior parte dei bonsai da esterno e si può correggere con più pomice nelle zone calde.
Quando usare kanuma invece del normale terriccio per bonsai?
La kanuma si usa quando coltivi bonsai acidofili, soprattutto azalee e satsuki. In questi casi il terriccio per bonsai va preparato con una base di kanuma e una quota di pomice per migliorare la struttura. Per latifoglie comuni e conifere non è necessario usare kanuma.
Il terriccio universale va bene come terriccio per bonsai?
Il terriccio universale da solo non è adatto come terriccio per bonsai perché è troppo fine e trattiene troppa acqua nei vasi bassi. Puoi usarlo solo come base del tuo terriccio bonsai fai da te, miscelandolo con pomice per bonsai o lapillo e togliendo le parti più polverose per aumentare il drenaggio.
Posso mescolare kanuma al terriccio per bonsai normale?
Sì, puoi aggiungere kanuma al normale terriccio per bonsai quando coltivi specie acidofile o quando noti ingiallimenti dovuti a pH troppo alto. Di solito basta il 30% di kanuma miscelato a akadama e pomice per riportare il substrato su valori più acidi e mantenere le radici sane.

