Macerato di ortica: 7 segreti per farlo bene e usarlo senza errori
Tra i rimedi “antichi ma buoni” dell’orto, il macerato di ortica è quello che mette tutti d’accordo: economico, efficace come fertilizzante di ortiche e, se usato con testa, anche un discreto coadiuvante nella difesa naturale. Il punto è farlo nel modo giusto e applicarlo quando serve davvero, evitando gli abusi che portano a bruciature fogliari o a un’esuberanza di foglie a scapito dei frutti. In questa guida ti spiego come fare il macerato di ortica passo per passo, a cosa serve il macerato di ortica nelle diverse fasi di coltivazione, come usarlo su specie “sensibili” (ad esempio macerato di ortica sui pomodori) e quali sono le controindicazioni del macerato di ortica da tenere a mente. Troverai anche sinonimi e varianti artigianali: qualcuno lo chiama “fermentato di ortica”, altri “estratto” o perfino “liquame”. La sostanza non cambia: ortiche tritate, acqua, fermentazione controllata e corrette diluizioni d’uso.
Indice
Perché funziona il macerato di ortica: minerali, azoto e biostimolo leggero
L’ortica accumula azoto e ferro in quantità interessanti, ma anche potassio, microelementi e composti che agiscono come biostimolanti. Quando metti in ammollo il materiale fresco, l’acqua estrae nutrienti e molecole utili che, dopo la fermentazione, diventano più disponibili per le radici e – in parte – assimilabili anche per via fogliare. Il risultato pratico è duplice: come macerato di ortica fertilizzante sostiene la fase vegetativa (ripartenze primaverili, post-trapianto, piante debilitare), e come “rinforzante” migliora tessuti e colore delle foglie. In alcuni casi aiuta anche a disturbare gli afidi, ma non considerarlo un insetticida miracoloso: è più corretto pensarlo come coccola nutrizionale che mette le piante nelle condizioni di difendersi meglio.
Materia prima e attrezzatura: la qualità comincia qui

Raccogli ortiche giovani e tenere, prima della fioritura (steli più ricchi e meno fibrosi). Guanti e maniche lunghe obbligatori. Evita le piante lungo strade trafficate o su suoli incerti: meglio un angolo “pulito” del giardino. Per il contenitore scegli plastica alimentare o vetro capiente; no metallo, che reagirebbe con i composti rilasciati. Ti serve un coperchio non ermetico o una rete/tessuto che tenga fuori insetti ma lasci respirare. Un bastone o cucchiaio di legno per mescolare e una retina o un sacco in tessuto per filtrare completeranno il kit.
Come fare il macerato di ortiche
La ricetta classica è semplice e robusta. Sminuzza le ortiche con forbici o coltello: aumenti la superficie e accorci i tempi. Metti nel recipiente 1 kg di ortica fresca (oppure 100 g secca) ogni 10 litri d’acqua. L’ideale è acqua di pioggia o decantata: il cloro frena i processi. Copri con la rete e mescola ogni giorno per ossigenare e uniformare. La fermentazione parte entro 24–48 ore: vedrai bollicine e sentirai l’odore tipico, intenso ma normale. In condizioni miti il processo dura 7–14 giorni: quando le bolle quasi spariscono e il liquido scurisce, sei vicino al punto giusto. Filtra con cura, strizzando il residuo vegetale (ottima pacciamatura sotto i pomodori o nel cumulo del compost), e conserva il liquido in taniche scure, in luogo fresco, per alcune settimane.
Se cerchi una variante più rapida e meno odorosa, puoi fare un estratto veloce: 24 ore di ammollo con ortica molto tritata, mescolando spesso. Non è “macerato” in senso stretto ma è utile per spruzzi fogliari delicati; dura poco e va usato entro pochi giorni.
Diluizioni e applicazioni: la parte che fa davvero la differenza
Il macerato di ortica fertilizzante si usa sempre diluito. A parità di qualità del preparato e vigore delle piante, le diluizioni tipiche sono queste:
- Al terreno (affrancante o spinta vegetativa): 1:10 fino a 1:20 (1 litro di macerato in 10–20 litri d’acqua).
- Per via fogliare (spruzzi): 1:40 fino a 1:50, con ugelli a goccia fine, la mattina presto o la sera.
- Su piante giovani o sensibili: parti più “larghi” (1:30 al terreno, 1:60 in foglia) e osserva la reazione.
Non serve trasformare l’orto in una spa quotidiana: una volta ogni 7–14 giorni nelle fasi di crescita è più che sufficiente. Dopo trapianti, un giro leggero al terreno aiuta la ripartenza; durante il pieno vigore vegetativo alterna un passaggio fogliare e uno al suolo. In fioritura riduci o sospendi: meglio accompagnare con un potassio leggero o con concimi più equilibrati se il suolo lo chiede.
Il capitolo “pomodori”: quando funziona e quando no
Molti chiedono del macerato di ortica sui pomodori. Funziona bene all’inizio, subito dopo il trapianto e nelle prime settimane, perché spinge radici e struttura vegetativa. In questa fase usa 1:20 al terreno e, se vuoi, 1:50 in foglia con spruzzo fine; sospendi con l’avvio della fioritura per evitare piante “tutto foglie e pochi grappoli”. Se coltivi in zone umide e soggette a malattie fungine, non considerarlo uno scudo: puoi abbinarlo a estratti più ricchi di silice (come equiseto) per rinforzare i tessuti, ma resta soprattutto un nutriente. Ricorda anche la tempistica dell’irrigazione: il macerato va a terra umida, non su polvere; suolo già leggermente bagnato, poi distribuisci la soluzione.
Le controindicazioni del macerato di ortiche
Parlare di macerato di ortica è segno di maturità da ortista. La prima: concentrazione. Un preparato troppo “carico” o usato senza diluire può fitotossicare (macchie scure, arricciamenti, punte bruciate). La seconda: fase fenologica. In piena fioritura di solanacee e cucurbitacee abbonda con prudenza; su ornamentali delicate meglio prove locali su una foglia prima di trattare tutto. La terza: odore. È forte, inevitabile; per i vicini non sempre è poesia: posiziona il bidone lontano da finestre e aree di passaggio. Quarta: variabilità. Non tutti i macerati sono uguali: stagione, acqua, taglio dell’ortica e temperatura cambiano resa e “forza”. Ultimo punto: igiene. Un filtraggio grossolano intasa pompe e lance; residui nel serbatoio marciscono e sporcano i trattamenti successivi.
Ridurre l’odore e migliorare la stabilità: piccoli trucchi artigianali
Se l’odore ti frena, aerare aiuta: mescola ogni giorno e non usare coperchi ermetici. Alcuni aggiungono una manciata di farina di roccia o di zeolite al filtro finale per “legare” una parte dei composti volatili e migliorare l’adesione fogliare. Tenere il contenitore all’ombra limita gli eccessi di fermentazione. Se vuoi una soluzione quasi inodore, lavora con estratti brevi (12–24 ore) per l’uso fogliare e affida al macerato vero e proprio i passaggi al terreno, che odorano meno se distribuiti subito dopo la preparazione.
Quando integrarlo, quando sostituirlo
L’ortica non fa miracoli, e non deve farli. In terreni poveri e “stanchi” il macerato di ortica fertilizzante è una mano concreta, ma si esprime al meglio insieme a buone pratiche: compost invernale, pacciamatura che protegge la struttura del suolo, rotazioni sensate che evitano stanchezze e accumuli di patogeni. Se l’obiettivo è rafforzare tessuti e cuticole contro l’umidità, puoi alternare passaggi di equiseto; se cerchi una spinta di potassio a ridosso della fruttificazione, guarda a preparati specifici più equilibrati (o a cenere setacciata, con molta prudenza). Il macerato di ortica non sostituisce tutto, ma riduce la necessità di interventi “forti” quando lo usi nel momento giusto.
Domande che mi fanno spesso
Molti chiedono se l’ortica vada lavata: non serve, basta evitare raccolti sporchi di fango. Altri domandano se l’acqua piovana sia obbligatoria: è solo preferibile; se usi acqua di rete, lasciala decantare una notte. C’è chi vuole il tempo esatto di fermentazione: non esiste per tutte le condizioni, ma la scomparsa quasi totale delle bolle e il liquido bruno-verdognolo sono segnali affidabili. Sul congelare l’estratto: perde molto, meglio farne poco e spesso. E quando qualcuno domanda “come fare il macerato di ortiche” perché ha a disposizione solo materiale secco, la risposta è identica alla ricetta, con la semplice proporzione 1:100 al posto di 1:10 per il fresco (100 g secco/10 L).
Sicurezza per te e per l’orto
L’ortica pizzica: usa guanti in raccolta e travaso. In fase di spruzzo proteggi occhi e bocca: non è tossico in sé, ma gli aerosol non sono mai una buona idea. Non lasciare bottiglie senza etichetta in giro: scrivi data e diluizione; dopo settimane dimentichi cos’è, e il rischio di usarlo puro cresce. Per lo smaltimento, mai nel tombino: diluisci e distribuisci nel composter o lungo una siepe vigorosa; la natura ringrazia.
Riassumendo: cosa fa e cosa non fa
Il macerato nutre in modo dolce, accende il verde, aiuta le ripartenze e – se distribuito con logica – rende le piante più solide. Non è un pesticida “forte”, non è una pozione magica, non sostituisce un suolo in salute. È uno strumento che funziona quando rispetti tempi, dosi e fase della coltura. Se ti chiedi ancora a cosa serve il macerato di ortica, pensa a un tonico naturale: perfetto nelle fasi in cui la pianta deve spingere vegetazione e radici; da ridurre quando chiedi fiori e frutti. E se vuoi una scorciatoia da ricordare: piante giovani, diluito al terreno; piante adulte, leggero in foglia; fioritura, moderazione.
Prodotti consigliati
- Sapone molle potassico – compatibile con approccio bio e non sovrappone claim “miracolosi
- Misurato di PH terreno – controlli pH del terreno e scegli i giorni giusti
- Zeolite –lega parte degli odori e migliora adesione del trattamento
- Guanti anti-puntura –raccolta ortiche senza irritazioni
- Secchio 30L in plastica – secchio capiente per diluire e mescolare
Come si fa il macerato di ortica e quanto deve fermentare?
Trita ortica giovane, metti 1 kg in 10 L d’acqua (meglio piovana/decantata), mescola ogni giorno e lascia fermentare 7–14 giorni finché le bolle quasi spariscono e il liquido scurisce. Filtra bene e conserva in taniche scure al fresco per qualche settimana.
Il macerato di ortica sui pomodori va bene o rischia di far solo foglie?
È ottimo nelle prime settimane dopo il trapianto: usa 1:20 al terreno e, se serve, 1:50 in foglia. Riduci o sospendi con l’inizio della fioritura per evitare eccesso vegetativo e calo di allegagione.
Quali sono le controindicazioni del macerato di ortica e come evitarle?
Il rischio principale è la fitotossicità da eccesso: non usarlo puro e non trattare in pieno sole o con piante stressate. Attieniti a 1:10–1:20 al terreno e 1:40–1:50 in foglia, prova sempre su una piccola porzione prima di trattare tutto.
A cosa serve davvero il macerato di ortica: concime o antiparassitario?
È soprattutto un biostimolante/fertilizzante leggero: sostiene la fase vegetativa, migliora colore e vigore, aiuta piante con carenze. Può disturbare gli afidi se spruzzato con regolarità, ma non va considerato un insetticida “forte”.
Come ridurre l’odore del macerato di ortica e quanto si conserva?
Tieni il contenitore all’ombra, coperto ma non ermetico, mescola ogni giorno e filtra finemente: così l’odore cala e non intasa gli spruzzatori. Usalo preferibilmente entro poche settimane dalla filtrazione; gli estratti brevi (24 h) vanno consumati entro pochi giorni.


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