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Pianta della bacca di goji: come farla fruttare davvero

Perché coltivare la pianta di goji (e perché in Italia la snobbano ancora)

La pianta della bacca di goji sembra una pianta “da erboristeria”, ma in realtà è un arbusto vero, produttivo, che puoi coltivare in giardino o perfino in balcone. Il suo nome botanico è Lycium barbarum (a volte anche Lycium chinense) ed è una solanacea come pomodoro e peperone. La differenza è che questa, invece di fare pomodori, fa le famose bacche di goji: frutti allungati, arancione-rossi, ricchissimi di antiossidanti, che vedi nei mix di frutta secca o nei supermercati bio a prezzi poco simpatici.

Coltivare la pianta di goji a casa vuol dire due cose:

  1. smettere di pagare un patrimonio le bacche essiccate,
  2. mangiarle fresche, che è una cosa che quasi nessuno fa perché le trova solo secche.

La buona notizia è che la coltivazione di goji non è affatto difficile. La pianta è abbastanza rustica, sopporta il freddo, non è delicata come certi agrumi in vaso, e con poche accortezze puoi farla fruttare già dal secondo anno. L’unico punto dove bisogna fare le cose bene è la gestione della pianta di goji in vaso (se sei in balcone) e la potatura: la frase “come potare la pianta di goji” non è un dettaglio, è il segreto per non ritrovarti un cespuglio alto 2 metri che fa solo foglie.

In questa guida vediamo passo passo come piantare la pianta di goji, dove metterla, come gestirla in vaso, quando raccogliere le bacche di goji e come potare la pianta di goji per tenerla produttiva. E ti propongo anche qualche internal link verso altri piccoli frutti simili, così puoi costruire un angolo “salutista” con aronia, mirtilli e ribes.

Pianta di goji o Lycium barbarum: che pianta è davvero

Ramo di pianta di goji con bacche rosse mature: piccoli frutti e consigli per la coltivazione del goji in vaso e in giardino

Partiamo dal nome giusto. La pianta della bacca di goji è il Lycium barbarum: un arbusto di origine asiatica, molto coltivato in Cina, che da noi si comporta bene nelle zone temperate. Non è una tropicale da serra, quindi non spaventarti: resiste anche al freddo. È caducifoglia, quindi in inverno può perdere le foglie ed è normale.

La struttura della pianta di goji è quella di un arbusto un po’ disordinato: fa rami lunghi e sottili, leggermente arcuati, che se non li controlli vanno dappertutto. È per questo che molti si chiedono come potare la pianta di goji: per tenerla in ordine e, soprattutto, per concentrarla sulla fruttificazione e non solo sulla crescita.

Un vantaggio enorme del goji: rispetto ad altri piccoli frutti più “capricciosi” (tipo il mirtillo che pretende pH acido preciso, vedi Mirtillo: terreno, pH e irrigazione corretti), il Lycium barbarum si adatta a terreni diversi. Ama i suoli ben drenati, ricchi ma non fradici, e preferisce pieno sole. Se sei in una zona dove coltivi tranquillamente pomodori e peperoni, puoi coltivare anche il goji.

Attenzione a non confondere la pianta di goji con piante ornamentali simili vendute solo per il fogliame. Prendi sempre piantine etichettate come Lycium barbarum o “pianta della bacca di goji” da frutto.

Dove coltivare la pianta di goji: giardino o pianta di goji in vaso

La cosa bella è che puoi scegliere. Se hai un pezzetto di terra, la coltivazione di aronia e quella del goji sono quasi gemelle come gestione: pieno sole, terreno drenante, poca acqua stagnante. Ma se non hai giardino puoi tranquillamente fare una pianta di goji in vaso.

Come impostare la pianta di goji in vaso:

  • vaso profondo almeno 30-35 cm, meglio 40;
  • fondo drenante (argilla espansa, ghiaia grossolana);
  • terriccio di qualità per orto/piccoli frutti, alleggerito con pomice o perlite;
  • posizione soleggiata (balcone sud/ovest perfetto, ma in estati torride un po’ di ombra pomeridiana aiuta);
  • un tutore o una piccola struttura per tenerla composta.

La pianta di goji in vaso ha un’unica vera debolezza: in estate asciuga in fretta. Quindi rispetto alla coltivazione in piena terra devi essere più regolare con l’acqua. Non vuol dire “bagnare sempre”: vuol dire non lasciarla seccare completamente per giorni e poi darle 5 litri tutti insieme. Questo stress ripetuto la fa vegetare male e riduce i fiori.

Se invece sei in giardino, puoi piantare la pianta della bacca di goji in fila insieme ad altri piccoli frutti: ribes, uva spina, aronia, perfino vicino a lamponi in una zona soleggiata. Il goji non ama terreni paludosi e non ama buche d’ombra: se lo infili tra due muri e non ci va mai il sole, non fruttifica.

Coltivare la pianta di goji: terreno, trapianto e primi mesi

Per piantare la pianta di goji fai così:

  1. prepara una buca (o il vaso) leggermente più larga del pane di radici;
  2. se sei in giardino e il terreno è pesante, mescola sabbia o ghiaia fine per migliorare il drenaggio;
  3. posiziona la pianta alla stessa profondità in cui era nel vasetto (non interrare il colletto);
  4. ricopri e compatta leggermente;
  5. annaffia bene subito dopo.

Il terreno ideale per la coltivazione di aronia e il goji è molto simile: ricco ma arieggiato. Se aggiungi un po’ di compost maturo o stallatico ben decomposto nel suolo prima del trapianto, la pianta di goji parte più veloce. Non usare terra da giardino troppo argillosa, soprattutto se fai goji in vaso: diventa fango e soffoca le radici.

Dopo il trapianto puoi pacciamare leggermente con paglia o cippato: serve a tenere l’umidità e a non far crescere erba attorno al colletto. È lo stesso trucco che usiamo anche con ribes, uva spina e mirtillo.

Pianta di goji in vaso: irrigazione e nutrimento

La pianta di goji non è una pianta tropicale da nebulizzare ogni 2 ore. Però nemmeno ama il deserto nel vaso. Quindi:

  • in vaso: controlla il terriccio con le dita, se i primi 2-3 cm sono asciutti irriga;
  • in piena terra: annaffiature profonde ma non quotidiane, specialmente in fioritura.

Un’irrigazione regolare favorisce l’allegagione, cioè il passaggio da fiore a frutto. Se la pianta di goji in vaso resta troppo a secco proprio in quel momento, può perdere i fiorellini e tu pensi “non fruttifica”. In realtà era acqua.

Sul nutrimento: una concimazione organica leggera a inizio primavera (pellettato per piccoli frutti o compost) è sufficiente. Se vuoi spingere la fruttificazione, scegli un concime un po’ più ricco di potassio. Evita di pomparla di azoto o ti ritrovi una pianta lunga, verde e poco fruttifera.

Se la pianta di goji fa tanti rami e zero frutti, stai dando troppo azoto o troppa acqua “a turno”. Meno spinta vegetativa e più luce = più fiori e bacche.

Come potare la pianta di goji (senza farle male)

Qui veniamo al punto cruciale. La domanda “come potare la pianta di goji” è quella giusta perché il goji, se lo lasci fare, tende a fare rami lunghi e scomposti. La potatura serve a:

  • contenerla in altezza,
  • far entrare più luce,
  • stimolare nuovi getti che fruttificano meglio.

Potatura base:

  1. A fine inverno togli i rami secchi, rotti o che crescono verso l’interno.
  2. Accorcia i rami troppo lunghi di 1/3 circa, soprattutto se coltivi la pianta di goji in vaso (altrimenti si piegano e si spogliano in basso).
  3. Se vuoi una forma più “ad alberello”, tieni un fusto principale e fai partire 3-4 branche orizzontali. È utile se vuoi tenerla su balcone e non farla invadere.

La pianta della bacca di goji fruttifica sui rami dell’anno, quindi una potatura leggera ma regolare aiuta a rinnovare il legno fruttifero. Non è come la vite che ha regole rigide, ma non è nemmeno una pianta da lasciare completamente a sé stessa.

Se ti piace la gestione “a filare”, puoi anche legarla a un piccolo traliccio come fai con i Rubus (tayberry, loganberry, boysenberry). Non è obbligatorio, ma su terrazzo fa ordine.

Quando raccogliere le bacche di goji

Domanda importantissima: quando raccogliere le bacche di goji?

Le bacche di goji cambiano colore man mano che maturano: da verde a giallo/arancio fino al rosso-arancio pieno. Il momento giusto è quando sono colorate in modo uniforme e leggermente morbide. Se le cogli troppo presto sono amarognole e poco interessanti. Se le lasci troppo le becchi raggrinzite in pianta o te le mangiano gli uccelli.

Le bacche di goji non maturano tutte insieme: è una raccolta scalare. Quindi nei periodi di produzione passa spesso e raccogli solo quelle pronte. È esattamente lo stesso ritmo che usi per lamponi e ribes: non fai un’unica raccolta “da vendemmia”.

Una parte puoi mangiarla fresca, una parte puoi essiccarla in essiccatore o anche al sole (se hai un posto ventilato). È qui che entrano in gioco le proprietà dell’aronia e le proprietà del goji: sono bacche da consumo quotidiano in piccole dosi, non una ciotola da 500 g tutta in una volta. Se ti piace questo approccio “piccoli frutti molto ricchi di nutrienti” allora ti conviene davvero dare un’occhiata anche a elenco piccoli frutti, perché molte specie “strane” ormai si possono fare in vaso.

Non aspettare che diventino morbide come fragole. Le bacche di goji vanno raccolte quando sono ben colorate ma ancora sode: così le puoi anche essiccare.

Problemi comuni nella coltivazione di goji

La coltivazione di aronia e del goji hanno in comune il fatto che sono piante abbastanza rustiche, ma ci sono tre problemi che vedo spesso:

  1. Troppa ombra
    Il goji in mezz’ombra fa tanta foglia e poche bacche. Se non fruttifica, spesso è solo un problema di luce.
  2. Vaso piccolo
    La pianta di goji in vaso piccolo si asciuga ogni due giorni → va in stress → fiorisce poco. Vaso grosso = più bacche.
  3. Nessuna potatura per anni
    Se non togli mai nulla, in 2-3 stagioni hai un arbusto spettinato con rami vecchi e poco produttivi. Meglio togliere poco ogni anno.

Se sei in zona molto calda, ogni tanto puoi ombreggiare nelle ore più toste. Ma non tappare completamente la pianta: senza sole il frutto aronia e il frutto di goji non colorano bene.

Coltivare la pianta di goji con altri piccoli frutti

Il goji sta benissimo in un contesto di piccoli frutti misti. Puoi fare, per esempio:

  • goji in vaso,
  • aronia nera accanto,
  • ribes o uva spina,
  • mirtillo in contenitore acido.

In questo modo hai una produzione scalata di frutti diversi, non il solito vaso di fragole. E soprattutto hai un angolo “funzionale” che ti permette di usare frutti freschi o essiccati. Se vuoi spingere sugli insoliti, puoi anche valutare gli ibridi rubus (tayberry, loganberry, boysenberry) perché hanno resa alta e sono molto scenografici in foto.


Domande frequenti

La pianta di goji in vaso fruttifica davvero o solo in piena terra?

Sì, la pianta di goji in vaso fruttifica senza problemi se le dai un vaso profondo, tanto sole e irrigazione regolare. In vaso è solo più sensibile al secco improvviso: se il terriccio si asciuga troppo proprio in fioritura, può perdere i fiori e sembrare “sterile”.

Quando raccogliere le bacche di goji per avere più sapore?

Capisci quando raccogliere le bacche di goji quando sono completamente arancio-rosso, uniformi e leggermente morbide. Se sono ancora gialline o dure, sono acerbe e più amare. Puoi raccoglierle scalari ogni 2-3 giorni e poi essiccarle.

Come potare la pianta di goji senza rovinarla?

La regola è: togli rami secchi o troppo interni a fine inverno e accorcia quelli troppo lunghi di un 20-30%, soprattutto se coltivi in vaso. La potatura serve a far entrare luce e a far produrre nuovi getti fruttiferi. Non devi fare forme complicate: è una potatura di mantenimento.

La pianta della bacca di goji (Lycium barbarum) teme il freddo?

No, è più rustica di quanto sembra. Il Lycium barbarum sopporta bene il freddo invernale nelle nostre zone. Più che il freddo, teme i ristagni d’acqua e l’ombra prolungata (in ombra fa foglie e poche bacche). In vaso, se gela forte, basta proteggere il contenitore.

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