Talea mirto 7 passi: guida e consigli pratici
Il mirto (Myrtus communis) è una sempreverde mediterranea che regala foglie lucide, fiori profumati e bacche decorative. Cresce bene al sole, sopporta il vento e, con un minimo di attenzione, vive felice sia in vaso sia in piena terra. Se vuoi sapere come far crescere il mirto senza comprare nuove piante, la strada più soddisfacente è la riproduzione del mirto per talea: con pochi rametti ben scelti ottieni tante piantine identiche alla madre. In questa guida imparerai come fare la talea del mirto dall’inizio alla fine, quando fare la talea del mirto, come impostare il rametto in terra, quando ha senso tentare la talea di mirto in acqua, come usare l’ormone radicante per talee, quali errori evitare e come curare le giovani piante fino al trapianto.
Indice
Capire il momento giusto
La domanda più importante è il quando fare la talea. Il mirto radica con costanza quando i rametti sono semilegnosi: non più teneri come in primavera precoce, non ancora duri come in pieno inverno. Per la maggior parte delle regioni italiane la finestra migliore va da fine primavera a fine estate; lungo le coste o in zone molto miti puoi spingerti anche all’inizio dell’autunno, finché le minime restano sopra 12–14 °C. Se lavori in casa con temperature stabili tra 18 e 24 °C, puoi tentare piccoli lotti anche fuori stagione, ma i tempi si allungano e le percentuali scendono. Il caldo estremo non aiuta: la talea appena tagliata soffre la disidratazione più di una pianta adulta, quindi evita le ore centrali dei giorni roventi.
Preparare tutto il necessario per fare una talea di mirto
Per le talee mirto non serve attrezzatura costosa. Bastano forbici o coltello a lama liscia ben affilati e disinfettati, vasetti da 8–10 cm con fori, un substrato leggero e arioso e un nebulizzatore. Per il terreno, un mix semplice funziona benissimo: circa 60% terriccio universale setacciato e 40% perlite o sabbia grossolana lavata. La perlite tiene il suolo ossigenato e asciuga in fretta l’eccesso d’acqua, condizione fondamentale per il mirto. Tieni a portata di mano un po’ di ormone radicante per talee in polvere o gel: non è obbligatorio, ma aiuta quando il materiale non è perfetto o quando il clima non collabora. Una mini-serra o un sacchetto trasparente forato è l’arma segreta per alzare l’umidità ambientale senza bagnare le foglie.
Prelevare e preparare i rametti del mirto
Il taglio va fatto con calma, ma senza perdere tempo tra il prelievo e la messa a dimora. Seleziona un rametto apicale lungo 8–10 cm. Taglia subito sotto un nodo con un angolo intorno a 45°: il tessuto rimane meno schiacciato e la superficie per l’emissione delle radici aumenta. Sfoglia la base rimuovendo le foglioline sugli ultimi 3–4 cm: è l’area in cui il mirto emette più facilmente i primordi radicali. Se le foglie rimanenti sono molto grandi, accorciale a metà con un colpo netto; la traspirazione diminuisce e la talea mantiene turgore. Poco prima di inserire il rametto nel vasetto, intingi la base nell’ormone radicante per talee e scuoti l’eccesso: serve una pellicola sottile, non una crosta.
Un trucco utile è preparare prima vasetti e substrato, in modo che tra taglio e inserimento passino meno di dieci minuti. Più il processo è rapido, più è alta la probabilità che la talea mirto riparta senza affaticarsi.
Impostare il rametto in terra
La talea di mirto dà il meglio quando radica direttamente nel suolo. Riempi i vasetti con il mix leggero, senza pressare troppo: l’ossigeno nei pori è amico delle radici. Con una matita fai un foro guida; serve a non “spennare” l’eventuale polvere di radicante. Inserisci la talea per 3–4 cm, compatta con due dita giusto per stabilizzare. La prima bagnatura è più efficace se arriva dal basso: poggia i vasetti in un sottovaso con un paio di centimetri d’acqua per dieci minuti, poi scolali bene. Crea una camera d’umidità con la cupola della mini-serra o con un sacchetto trasparente forato in alto: l’aria rimane più umida, ma respira. Per le prime due settimane tieni luce intensa ma diffusa; il sole diretto può far collassare i tessuti ancora “in bilico”. La temperatura ideale è 18–24 °C.
I primi segnali positivi arrivano di solito tra la quarta e la sesta settimana. Il famoso “tug test” è il modo più semplice per capirlo: tirando con delicatezza senti una resistenza elastica, segno che le radici stanno ancorando. Non avere fretta di rinvasare; attendi che compaiano nuovi getti o foglioline, campanello che annuncia una radicazione ormai stabile.
Quando tentare la talea di mirto in acqua
La talea di mirto in acqua affascina perché permette di vedere le radici spuntare. Funziona, ma richiede qualche precauzione. Le radici formate in acqua sono più tenere e, al passaggio in terra, subiscono una fase di adattamento. Se vuoi provarci, usa un bicchiere di vetro con 3–4 cm d’acqua; tieni la base immersa e le foglie sempre all’asciutto. Cambia l’acqua ogni due o tre giorni e sistema il bicchiere in luce brillante ma non diretta. Quando le radici raggiungono 3–5 cm, trapianta in un substrato molto drenante e mantienilo leggermente più umido per una decina di giorni, poi rientra gradualmente a irrigazioni più scarne. Se il tuo obiettivo è massimizzare la percentuale di successo, il metodo in terra resta più affidabile; se vuoi un percorso didattico o coinvolgere bambini e curiosi, la talea di mirto in acqua è perfetta.
Dopo l’attecchimento

Quando una talea mostra resistenza al tug test e, meglio ancora, emette nuove foglie, comincia la fase più gratificante: come far crescere il mirto in modo sano. Aumenta gradualmente l’esposizione alla luce: mezz’ora di sole in più ogni due o tre giorni è una rampa dolce che evita scottature. Le irrigazioni restano parsimoniose: il mirto non ama i piedi bagnati e preferisce brevi periodi più asciutti. Dopo tre o quattro settimane dal radicamento, distribuisci mezza dose di concime bilanciato o un po’ di organico leggero; l’obiettivo è sostenere senza “spingere” troppo. Quando il pane radicale tiene bene, rinvasa in un contenitore 12–14 cm, sempre con un mix arioso. Per ottenere piante compatte, pizzica l’apice: stimola la ramificazione laterale e, se stai creando una siepe, uniforma la linea.
Risolvere i problemi più comuni
Non tutte le partite di talee mirto vanno lisce. Se i rametti si afflosciano nelle prime 48 ore, probabilmente luce e calore erano eccessivi per il materiale scelto oppure l’aria era troppo secca. Sposta le talee in un punto più fresco e luminoso ma schermato, alza l’umidità ambientale con la mini-serra forata e prova un nuovo taglio scegliendo rami davvero semilegnosi. Se la base annerisce e diventa molle, sono in agguato i marciumi: aumenta la percentuale di perlite o sabbia, irriga dal basso e disinfetta bene forbici e vasetti. Se le radici tardano oltre dieci settimane, verifica la temperatura (sotto i 16 °C il metabolismo rallenta) e la luce; se lavoravi con rami troppo duri, riparti da materiale più giovane.
Scegliere e usare l’ormone radicante per talee
Molti giardinieri si chiedono se l’ormone radicante per talee sia davvero necessario. La risposta sincera è: dipende. Se lavori nel periodo perfetto con materiale impeccabile e condizioni stabili, il mirto può radicare anche senza. Tuttavia il radicante aumenta la percentuale di attecchimento e spesso accorcia i tempi, soprattutto se i rami sono al limite o la stagione è meno favorevole. In polvere è comodo: intingi la base umida e scuoti; in gel aderisce bene e sporca meno. Qualunque sia il formato, ricorda che troppo prodotto non aiuta: crea una barriera meccanica e ostacola l’ossigeno, elemento indispensabile per le giovani radici.
Dalla talea alla pianta adulta
Dopo qualche mese le nuove piantine di mirto sono pronte a un vaso leggermente più grande o al trasferimento in aiuola. Se punti alla siepe, organizza i rinvasi graduali per uniformare la crescita: piante della stessa età reagiscono meglio alle cimature coordinate. In piena terra scegli un punto con sole pieno o mezz’ombra luminosa, suolo ben drenato e lontano da ristagni. Nelle zone molto fredde, i giovani mirti beneficiano di una pacciamatura invernale alla base e, nei primi anni, di una posizione riparata dai venti più secchi. Con un po’ di pazienza e le giuste attenzioni, le talee di mirto si trasformano in piante forti e generose. E, con il tempo, ti ripagheranno non solo con il verde lucido delle foglie e i fiori profumati, ma anche con le caratteristiche bacche di mirto, simbolo di questa pianta mediterranea tanto amata.
• Talea di lavandaProdotti consigliati per la talea di alloro
- Ormone radicante per talee (polvere/gel) — vedi prezzo
- Perlite horticola 2 L — vedi prezzo
- Sabbia silicea/grossolana per drenaggio — vedi prezzo
- Vasetti 8–10 cm con fori (set) — vedi prezzo
- Mini-serra trasparente con coperchio — vedi prezzo
- Cesoie bypass inox per talee — vedi prezzo
Acquistando dai link supporti il sito senza costi aggiuntivi.
Quando fare la talea del mirto per avere più successo?
La finestra migliore è fine primavera–estate quando i getti sono semilegnosi. In zone miti puoi spingerti a inizio autunno finché le minime restano sopra 12–14 °C.
Meglio la talea di mirto in acqua o in terra?
Per massimizzare la percentuale di successo scegli in terra: le radici nascono nel loro ambiente e il trapianto non crea shock. La talea di mirto in acqua è didattica e piace perché si vedono le radici, ma richiede un passaggio più delicato al suolo.
Serve l’ormone radicante per talee nel mirto?
Non è obbligatorio, ma aiuta: uniforma i risultati e spesso accorcia i tempi. Usane poco e applicalo solo sulla base; l’eccesso non migliora la radicazione.
Qual è il substrato ideale per la talea mirto?
Un mix leggero e drenante: circa 60% terriccio universale setacciato e 40% perlite o sabbia grossolana. Il mirto soffre i ristagni, perciò la struttura ariosa è fondamentale.
Quanto tempo impiega la talea di mirto a radicare?
In genere tra 4 e 8 settimane compaiono i primi segnali, ma la stabilità arriva spesso tra la sesta e la decima. Temperature sotto i 16 °C e luce scarsa allungano i tempi.
Come faccio a capire che la talea mirto è pronta per il rinvaso?
Oltre al “tug test” che indica ancoraggio, aspetta nuove foglie o piccoli getti. Solo allora passa a un vaso più grande, senza esagerare con la dimensione.


Pingback: 12 piante da siepe in vaso per balconi e terrazzi privacy